Meghan G.


Il mio amico (o amore?) italiano, Riccardo Bellini, è eccitato per laurearsi dal liceo. È anche molto occupato perché i suoi esami finali si svolgono in luglio. Quest’estate Riccardo viaggerà a Mykonos, un’isola in Grecia, con i suoi amici per una settimana. Ha suggerito che lo visito e incontrato la sua famiglia quando sono in Italia. Non posso attendere!

La Sicilia ha una storia lunga d’influenza della mafia ed il crimine organizzato. Pochi uomini hanno posseduto il coraggio o il valore di combattere la mafia e nessuno ha vissuto raccontare la storia. Due uomini che hanno vissuto le vite eroiche e hanno tentato di fermare le azioni della mafia, erano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il magistrato Antonio Caponnetto ha creato il “pool antimafia” che ha fatto il successo di Falcone e Borsellino possibile.

In novembre 1983 Caponetto è diventato il Consigliere Istruttore a Palermo ed è arrivato con un progetto. 3 Ha capito che il problema con il processo giudiziario era che puniva la mafia per i crimini individuali piuttosto che le attività illegali dell’organizzazione intera. A causa di questo, La Cosa Nostra poteva mantenere la sua potenza per decenni. 3 La Cosa Nostra, è un’alleanza mondiale di molte “famiglie” di criminali che hanno dedicato eseguire i delitti e proteggere i suoi membri. 3 Il piano di Caponnetto era formare un pool antimafia di 4 o 5 magistrati che lavorerebbero insieme esclusivamente ed a tempo pieno per dividere le informazioni e portare i membri della Cosa Nostra al processo. 3 Due degli uomini importanti che ha scelto per questo pool antimafia erano Paolo Borsellino e Giovani Falcone.

Borsellino e Falcone sono entrambi nativi di Palermo. Borsellino è nato il 19 gennaio 1940. 2 Ha iniziato il suo lavoro fermare la mafia nel 1975. 2 Falcone è nato il 18 maggio 1939.5 Lui è stato nominato il giudice nel 1964 ed ha cominciato la sua ambiziosa crociata antimafia. 5 Uno delle più importanti affermazioni di Falcone e Borsellino, sono successi quando hanno persuaso parecchi mafiosi parlare della mafia e hanno fornito le informazioni utili delle loro attività.

In cambio per le informazioni che hanno fornito, questi pentiti non sarebbero puniti severamente per i loro crimini ed alcuni sono stati ricompensati con la libertà.4 Successivamente, il governo ha fornito ai pentiti la protezione; un nome nuovo ed il denaro cominciare una vita nuova in un’altra ubicazione. Nella maggior parte della Sicilia comunque diventare un pentito è uguale ad una sentenza di morte perché la mafia vorrà la vendetta e assassinerà le loro famiglie. Questo metodo per ottenere l’informazione dall’organizzazione criminale è anche comuni negli altri paesi. Negli Stati Uniti, pentiti sono collocati nel “Witness Protection Program”. 4

Il primo e più importante pentito era Tommaso Buscetta. 6 Lui conveniva dire a Falcone e Borsellino i dettagli delle vite e dei delitti di molti membri della Cupola, una “famiglia” della Cosa Nostra. La Cupola era la banda che comandava lo scambio delle droghe in Sicilia. 3 Buscetta era anche il testimone principale nel maxi processo. 3

Il maxi processo era un processo famoso nella metà gli anni ottanta in cui il più gran quantità dei mafiosi erano esaminati allo stesso tempo. Accusavano 470 uomini di 120 assassini, il traffico delle droghe, l’estorsione, e la partecipazione nella mafia. 3 Alla fine del processo, 344 di loro hanno ricevuto un totale di 2,665 anni in prigione. 3

A causa della sua infedeltà, la mafia ha ucciso 14 dei parenti di Buscetta, incluso i suoi 2 figli. 3 Questo era la prima volta nella storia della Sicilia che un uomo il quale ha dedicato la sua vita intera alla mafia, ha tradito e ha testimoniato contro loro. Buscetta ha fornito una comprensione nuova del funzionamento della mafia. Il governo ha perseguito la mafia come un’entità invece di una collezione di crimini individuali per la prima volta. Il maxi processo ha dotato molti siciliani con una speranza nuova per la giustizia. 3

Purtroppo, la mafia ha ucciso Falcone con sua moglie e gli uomini della sua scorta sull’autostrada tra Palermo e l’Aeroporto Internazionale di Palermo nel 23 maggio 1992. 1 Una bomba sulla strada ha distrutto l’automobile e ha ucciso le vittime. Meno di due mesi dopo l’assassinio di Falcone, Borsellino e cinque agenti di polizia sono stati uccisi da un’altra autobomba nel 19 luglio 1992. 1 Salvatore “Toto” Riina, il capo della famiglia mafia Corleonesi, ha organizzato gli assassini ed è nella prigione per la vita. 1 L’Aeroporto di Palermo è adesso chiamato l’Aeroporto di Falcone-Borsellino in onore dei due giudici. 1 È importante riconoscere che questi uomini prominenti sono morti insieme con le sue scorte.

La Scorta, un film di Ricky Tognazzi, è stato strutturato mostrare le lotte delle persone tipi invece di concentrando sulle vite degli uomini famosi. 1 Non dovremmo dimenticare che quelli più indebolito dalla mafia sono spesso le persone comuni. A causa delle carriere virtuose che le scorte hanno scelto, le loro vite ed le vite delle loro famiglie sono in pericolo. Questo è mostrato nelle parole del giudice De Francesco durante il trasferimento in un appartamento nel film, “Quando ho deciso di venire a Trapani, sapevo che avrei corso dei rischi. L’avevo messo in conto, ma che sia successo a uno di voi, questo io non lo posso sopportare.” 1 Gli eroi sono non solo gli uomini che usano la loro potenza politica combattere per la giustizia ma anche quelli che rischiano le loro vite quotidiana proteggere quegli uomini.

La loro popolarità internazionale, ha reso Falcone e Borsellino i bersagli cattivi per la mafia. Gli assassini di questi uomini hanno provocato molti sentimenti antimafia fra la gente italiana. Molti palermitani hanno usato quest’opportunità per proclamare pubblicamente il loro odio per la mafia. Una delle dimostrazioni migliori era il movimento dei lenzuoli bianchi. 1 Dopo l’assassinio di Falcone, i palermitani hanno appeso i lenzuoli bianchi con gli slogan antimafia dai loro balconi come un simbolo della loro obiezione alle pratiche della mafia. 1 Questo movimento non è fermato subito, sull’anniversario degli assassini, è ancora comune per i palermitani appendere i lenzuoli bianchi dai loro balconi quel che scritte, “per non dimenticare”. 1

L’autore palermitano, Roberto Alajmo, ha fatto riferimento a Falcone e Borsellino nel suo libro, Un Lenzuolo Contro La Mafia. 1 Alajmo ha detto, “Palermo è uno degli ultimi posti al mondo in cui è possibile conoscere qualche eroe”. 1 Questi uomini erano veramente eroi e forse impareremo da loro e continueremo la battaglia contro la mafia.

Bibliography

1. Bartalesi-Graf, Daniela. L’Italia dal Fascismo ad Oggi: Percorsi Paralleli nella Storia, nella Letteratura e nel Cinema. Perugia, Italia: Guerra Edizioni. 2005.

2. Biografia del giudice Paolo Borsellino. Memoria. 2006. http://digilander.libero.it/inmemoria/borsellino_biografia.htm. (4/27/06).

3. Maxi Trials of Palermo. The International Mafia. 2006. http://glasgowcrew.tripod.com/maxi.html. (4/26/06).

4. Pentiti. Internet Reference Guide. Lexico Publishing Group, LLC. 2006. http://www.reference.com/browse/wiki/Pentiti. (4/25/06).

5. Salerno, Vincenzo. Remembering Judge Falcone. The Best of Sicily Magazine. 2002. http://www.bestofsicily.com/mag/art48.htm. (4/25/06).

6. Tommaso Buscetta. Biography Online. 2006.
http://tommaso-buscetta.biography.ms/. (4/26/06).

Con La Rabbia e L’Orgoglio Oriana Fallaci, termina 10 anni di silenzio per esprimere le sue emozioni riguardo la sicurezza internazionale. Fallaci è un’autrice famosa di romanzi e delle memorie, ma la maggior parte della gente la conosce a causa delle sue abilità come giornalista ed intervistatore politico. 2 Il coraggio di Fallaci l’ha permesso di verbalizzare brutalmente e onestamente i sentimenti della gente dappertutto il mondo immediatamente dopo gli attacchi dei terroristi del 11 settembre 2001 nel giornale, Corriere Della Sera. Non importa se concordi con le dichiarazioni di Fallaci, io credo che abbia il diritto per dirlo. Al fine di capire le opinioni di Fallaci, i lettori devono conoscere del suo passato.

Fallaci è nata nel 29 di giugno, 1930 a Firenze. I suoi genitori, Edoardo e Tosca Fallaci, erano liberali e anti-fascisti. Edoardo Fallaci era un ebanista e un politico. 2 Lei è esposta alla guerra ad un’età molto giovane e durante la seconda guerra mondiale si è associata alla resistenza ed è appartenuto ad un gruppo democratico denominato, “Giustizia e Libertà.”4 Fallaci ha cominciato a lavorare come giornalista quando era un’adolescente nel 1950 per il giornale italiano, “Il Mattino dell’Italia Centrale.”4

Attualmente, Fallaci è conosciuta dalla gente dappertutto per le sue tecniche controverse, aggressive e coraggiose delle interviste. Secondo un scrittore del New York Times Book Review, Francine du Plessix Gray, Fallaci combina, “the psychological insight of a great novelist and the irreverence of a bratty quiz kid.” 2 Lei è appassionata a proposito del suo lavoro e rifiuta di conformarsi ai punti di vista popolari della società.

Nel 11 settembre 2001 Fallaci aveva 72 anni, viveva a New York City e quando la gente nella città tentava a gestire con la collera e la sorpresa dell’evento sconvolgente, lei ha scritto sul dolore del momento. L’articolo è emotivo, ostinato nelle opinioni ed occasionalmente razzista, comunque ha catturato il clima del tempo e ha scritto sinceramente. Riferendosi alla sua scrittura Fallaci ha detto, “On every professional experience I leave shreds of my heart and soul; and I participate in what I see or hear as though the matter concerned me personally and were one on which I ought to take a stand.” 2

Questo articolo supporta l’America ed incoraggia la gente ad appoggiare l’America. Ai tempi degli attacchi aveva sentito curioso, poi orrore, poi sorpresa, poi sordo.3 Ha provato le guerre molte volte nella sua vita, ma ha pensato che questi attacchi erano diversi. La gente era vulnerabile, il numero di gente morta era incredibilmente alto ed il silenzio ha disturbato. “Però alle guerre io ho sempre visto la gente che muore ammazzata. Non l’ho mai vista la gente che muore ammazzandosi cioè buttandosi senza paracadute dalle finestre d’un ottantesimo o novantesimo o centesimo piano…Per il calore s’è sciolta proprio come un panetto di burro messo sul fuoco. E tutto è avvenuto, o m’è parso, in un silenzio di tomba.”3

Fallaci spiega che più democratico un paese è, più vulnerabile diventa agli attacchi dei terroristi. “Ma la vulnerabilità dell’America nasce propria dalla sua forza, dalla sua ricchezza, dalla sua potenza, dalla sua modernità.” 3 Questo è perché in un paese libero nessuno proibisce qualcuno da frequenta le lezioni di volo o dall’acquisizione dell’istruzione nella scienza che aiuterebbe qualcuno a fare una bomba. C’è un rispetto per tutti i cittadini ed ospiti del paese. “Quali sono i simboli della forza, della ricchezza, della potenza, della modernità americane?.. Sono i suoi grattacieli. Il suo Pentagono. La sua scienza. La sua tecnologia…E dove li ha colpiti, il reverendo Usama Bin Laden? Sui grattacieli, sul Pentagono. Come? Con gli aerei, con la scienza, con la tecnologia.”3 È chiaro che i terroristi hanno attacato i simboli americani di potenza per fare l’America sente debole.

L’articolo attira l’attenzione verso la risposta della gente americana e dice al lettore a che altri paesi dovrebbero imparare da loro una lezione. La gente americana è messo insieme e ha lavorato per dimenticare le loro differenze e per mostrare l’appoggio per l’un l’altro ed il loro paese. L’unità americana è un prodotto del nostro patriottismo.3 Ogni volta che i volontari che hanno scavato attraverso le macerie del Twin Towers si sono chiesti come hanno ritenuto, tutti hanno risposto, “I can allow myself to be exhausted, not to be defeated.”3 Nessuno ha forzato gli americani a lavorare insieme, ognuno ha saputo che questo era un momento per l’unità. Ciò è la cosa che renda l’America speciale ed unica.

Le lettrici devono capire che questo non è soltanto problema dell’America. Questi atti di terrorismo non possono essere ignorati come banali. “Perché quando è in ballo il destino dell’Occidente, la sopravvivenza della nostra civiltà, New York siamo noi. L’America siamo noi. Noi italiani, noi francesi, noi inglesi, noi tedeschi, noi austriaci, noi ungheresi, noi slovacchi, noi polacchi, noi scandinavi, noi belgi, noi spagnoli, noi greci, noi portoghesi. Se crolla l’America, crolla l’Europa. Crolla l’Occidente, crolliamo noi.” 3 In questa dichiarazione, Fallaci dice e io concordo che la globbalitazione ha reso i paesi dipendenti sull’un l’altro. Se qualcosa accade in un paese, cambierà l’intera struttura della monda potenza.

Fallaci è interessata perché le idee di Usama bin Laden esprimono un Jihad, o una guerra santa. La madre di Fallaci ha detto sempre, “Il mondo è bello perché è vario.”3 Comunque, Fallaci si preoccupa perchè Usama bin Laden ha detto che i suoi obiettivi sono di cambiare l’intero mondo musulmano, e non smetterà di attaccare altri fino a che tutto non si sia convertito a Islam. Lei crede che è impossibile ragionare con la gente che concorda con le idee di Usama bin Laden ed è quindi intollerante di loro. Penso che Usama bin Laden abbia idee pazze e dovrebbe essere in prigione per le cose che ha fatto. Tuttavia, l’assunzione di Fallaci che tutta la gente islamica è le stesse è della mentalità chiusa ed è ingiustificato. Questa credenza razzista rende Fallaci a sembrare uguale a Usama bin Laden.

Fallaci dimostra la base per la credenza che alcune culture possiedono differenze e quindi non possono coesistere, con una storia su una delle sue molte esperienze giornalistiche a Dacca. “Per farti piangere ti racconto quello dei dodici giovanotti impuri che finita la guerra del Bangladesh vede giustiziare a Dacca…Comunque il punto che mi preme sottolineare non è questo. È che, concluso lo scempio, i ventimila fedeli (molte donne) lasciarono le tribune e scesero nel campo…Lentamente composero un corteo e, sempre in nome di Dio, passarono sopra i cadaveri. Sempre tuonando Allah-akbar, Allah-akbar. Li distrussero come le due Torri di New York. Li ridussero a un tappeto sanguinolento di ossa spiaccicate.” 3 Fallaci comunica una storia interessante, ma la capacità di coesistere con differente gente non succede in un giorno. Per vivere con la gente, dobbiamo provare a capirle.

Fallaci pensa che gli immigranti siano cattivi per l’Italia. Lei crede che loro non contribuiscano al paese e sono male per l’economia e non provano ad assimilare nella cultura italiana. 3 I soldi del governo sono sprecati per sostenerli e non sono fidati. L’immigrazione nell’Italia è differente dall’immigrazione nell’America per due ragioni. La prima ragione è la storia varia dei due paesi. C’era un periodo nella storia americana quando l’immigrazione incoraggiava dal Congresso. A quelli che sono venuto allo Stati Uniti si è dato la terra gratis. Al contrario, quelli che sono venuti in Italia non sono stati invitati, hanno invaso. La seconda ragione è che durante l’immigrazione americana, il paese era vuoto e la sovrappopolazione non era mai una preoccupazione. L’Italia tuttavia è molto più piccola e molti popolati. 3

La cultura dell’Italia non è basata sui valori ideali dell’umanità, come, l’esistenza, la libertà e la ricerca della felicità. La storia e più fondamentalmente la religione dell’Italia definisce la sua gente e la sua cultura. “L’Italia, al contrario, è un paese molto vecchio. La sua storia dura da almeno tremila anni. La sua identità culturale è quindi molto precisa e banda alle chiacchiere: non prescinde da una religione che si chiama religione cristiana e da una chiesa che si chiama Chiesa Cattolica…Sono nata in un paesaggio di chiese, conventi, Cristi, Madonne, Santi. La prima musica che ho udito venendo al mondo, è stata la musica delle campane…Con tutto il mio laicismo, tutto il mio ateismo, sono così intrisa di cultura cattolica che essa fa addirittura parte del mio modo d’esprimermi.” 3 In modo da sono accettati in Italia, gli stranieri devono rispettare ed abbracciare queste cose che rendono l’Italia il paese straordinario che è oggi. Credo che non importi se gli immigranti credono nella religione cattolica, ma dovrebbero capire e rispettare che è una parte dell’identità italiana.

Fallaci si fosse infuriata molta gente con le cose quel che lei ha detto in La Rabbia e L’Orgoglio. Fallaci ed i suoi scritti sono stati condannati quasi universalmente come propaganda razzista, non soltanto per i capi del Muslim, ma dai politici, dai fedeli, dalle figure di media e dagli accademici. 1 In 2002 in Svizzera L’Islamic Center ed il Somal Association of Geneva, SOS of Lausanne ed un cittadino la ha citata per il contenuto razzista di La Rabbia e L’Orgoglio. 4 Nel novembre 2002 un giudice svizzero ha pubblicato un mandato di arresto per le violazioni degli articoli 261 e 261 del codice criminale svizzero ed ha chiesto per il governo italiano esaminare o esiliare lei. 4 Roberto Castelli, il ministro italiano di giustizia ha rifiutato la richiesta dell’esilio perché la costituzione italiana protegge la libertà d’opinione.4 Una situazione simile con gli stessi risultati è avvenuta in Francia nel 2003. 4

Quella gente che non concorda con Fallaci, scopre che la sua energia e compiacenza per parlare le cose che pensa, sono degne d’ammirazione. Forse se Fallaci fosse censurata, avrebbe scritto un libro più ampiamente rispettato. Nel corso della sua vita ha intervistato alcuna della persone più potente nel mondo ed ha vinto molti premi per il suo lavoro. I suoi scritti hanno tradotto in ventuno lingua differente. 4 Il cantante italiano Lorenzo Jovenotti ha accennato a Fallaci in una canzone, Salvami, dove è descritta come, “…la giornalista scrittrice che ama la guerra / perchè le ricorda quando era giovane e bella.”4 Jovanotti è una pacifista e questo verso è una satira. Lui canta della speranza che questi elementi della guerra e del combattimento spariranno. I suoi scritti saranno onorate e studiate per molti anni, e come l’autore Flannery O’Connor detto una volta, “When the world is deaf, you have no choice but to shout.”1

Bibliography

1. Dreher, Rod. “Oriana’s Screed: Truth We’re Sure To Miss.” National Review Online. October 8, 2002. http://www.nationalreview.com/dreher/dreher101002.asp. (3/23/06)

2. Duquaine, Jill M. . “Oriana Fallaci: Journalist, Interviewer and Author .” Contemporary Authors Online. The Gale Group © 2005. http://www.giselle.com/oriana.html. (3/23/06)

3. Fallaci, Oriana. (2001, September 29). “La Rabbia e L’Orgoglio.” Corriere Della Sera. Vol. 8, No. 268: A1, A16-A20.

4. “Oriana Fallaci.” Wikipedia, The Free Encyclopedia. Wikimedia Foundation, Inc. March 2006. http://en.wikipedia.org/wiki/Oriana_Fallaci. (3/23/06)

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