Jason B.


La Lotta Contro la Mafia Silenziosa in I Cento Passi

I Cento Passi non e’ un altro film della mafia. Questo film racconta una lotta diversa fra la mafia e i giovani. Il protagonista Peppino la combatte con le dimostrazioni e la radio. L’elemento diverso di questo film e’ che la mafia non sembra violenta e più dominante, invece Peppino che rappresenta i comunisti, i giovani, sembra più dominante nella città Cinisi. Allora, il film fa la domanda se la mafia e’ più cattiva come lo stereotipo? La risposta e’ Si, perché nell’indagine più approfondito e’ chiara che la mafia e’ troppo cattiva, e violenta, comunque il modo in cui mostra i mafiosi e’ molto ingegnoso. Il regista dipinge una mafia di cui non si vede di piu’, oppure un gruppo silenzioso.
Certamente la mafia e’ mostrato come violenta alle fine del film, quando loro uccidono Peppino. Hanno tirati Peppino via dalla macchina, l’hanno menato, legato agli ordigni e l’hanno fato esplodere. Comunque, durante tutto il film, Peppino fu il personaggio più forte e qualche volta ha avuto l’aspetto dell’antagonista. E’ stato chiaro che l’origine del suo astio e’ nel passato, quando Zio Gasparo e’ ucciso della mafia. Allora, il comunista ritrattista ha detto di no a dipingere la faccia, ma gli ha introdotto ideali comunisti. Dopo quella scena, c’e’ un passare veloce al futuro dove Peppino dirige una dimostrazione contro il capo della mafia della Cinisi, Tano Badalamenti. Peppino dirige molte dimostrazioni, e parla apertamente contro la mafia senza preoccupava delle conseguenze. La ragione per cui Peppino e’ più diretto e’ perché vuole mostrare che non ha paura e i cittadini Cinisi non sempre accettano il terrore.
La mafia e’ quasi contrario del modo di quale Peppino ne dice. Il regista Marco Tullio Giordana rappresenta il gruppo come cattiva senza cuore, quando ne parla Peppino. Ma la scena di quale Giordana mostra gli uomini davanti alla camera, appaiono solo sinistra e intimidatoria. Quando Giovanni ritorna dall’America e viene a Tano per gli dare il regalo di Cugino Anthony, Tano sembra proprio essere ragionevole e amichevole. Pero’, tutte le altre volte di quali noi vediamo le figure mafiose e’ attorno al bar, e nel sogno di Peppino.
Il sogno e’ più importante per l’immagine della mafia, perché il sogno e’ della protagonista. Allora, gli spettatori sono influenzato dai pensieri e opinioni della protagonista, cosi il sogno può mostrare la verità oppure un pezzo di informazione dalla narrativa che non sappiamo. Nel sogno Peppino sta nella pizzeria con suo fratello dopo la morta di Papa, quando Tano viene e chiedere un caffè. Peppino rifiuta, ma si serve Tano e poi sgrida Peppino. Tano parla di come ha aiutato suo padre e famiglia a trovare una casa e un lavoro. Chiede a Peppino come sa che fa delitti come scambiare le droghe e le armi, “non l’hai visto mai?” Inoltre, Tano dice che Peppino non e’ nessuno tra le nullità ma Tano e’ un uomo importante che riceve rispetto e ha tanti amici.
Durante il sogno sentiamo che la mafia non e’ troppo cattiva. Forse Peppino non capisce la situazione abbastanza bene. Veramente, Peppino e’ più cinico e diretto contro gli uomini che hanno aiutati la sua famiglia. Magari lui non comprende che il modo di vita per tutti i cittadini sono collegato a quello gruppo. Certamente, perfino al funerale, Peppino non stringe le mani dei mafiosi amici del papa’. Peppino non può distogliere l’attenzione dalla sua missione solo per la morta del padre. Il questo modo penso Io che forse Peppino era sbagliato con l’intensità di quale era coinvolto, specialmente dopo la scena del sogno. Questa idea e’ la ragione per cui I Cento Passi e’ un film diverso della mafia.
Più penso della questa idea, piu’ percepivo che non fosse stata la verità quella. Non si dimentica che alle fine del film Peppino sono uccidere dai mafiosi; gli amici del papa’ hanno ucciso probabilmente anche Zio Gasparo. Questo stesso gruppo di cui aiutare i cittadini, anche togliere dei loro Veramente la mafia non e’ un’organizzazione governativa, oppure un gruppo che preoccupa dei popoli. La mafia solamente e’ preoccupa della famiglia, e qualche volte i membri della famiglia sono ucciso.
La ragione per cui Giordana non mostra i mafiosi di più nel film e’ perché lui vuole che noi simpatizziamo con Peppino. Giordana vuole che noi sentiamo la vera difficoltà e la lotta contro la mafia nel vero mondo. Spera anche che noi proviamo come i rapporti tra Peppino e il padre e Peppino e la sua famiglia siano sofferenze. La scena dove questo guasto e’ chiaro e’ dopo che Giovanni ritorna da Tano, dove lui e’ affronta da Tano e gli altri mafiosi per suo figlio e il quale lui dice sulla radio. Giovanni avvicina Peppino con occhi tristi, poi il pugno nel stomaco. Quando Peppino cade, il padre si curva giù, dice “onora tuo padre, onora tuo padre,” ma Peppino resistava ancora suo padre perché lui lavora per il cattivo capo della mafia. Neanche la paura del padre di morire cambierebbe la missione per Peppino, il comunista.
Peppino rifiuta di essere a proprio agio con la mafia a Cinisi. Lui sa che se loro aiutano qualche volta, vorrebbero sempre un favore in ritorno, ed allora i cittadini non potrebbero dire di No. Mentre la mafia sta a Cinisi, nessuno sara’ libera. Il film dipinge come tutti gli eventi sono contaminati dalla mafia. I notiziari raccontano che gli omicidi dalla mafia erano suicidi o incidenti, ed allora nessuno fa una domanda. Comunque, mai durante il film vediamo un mafioso andare alla tipografia e minacciare l’editore, solo ne udiamo. Nello stesso modo, noi impariamo delle altre azioni della mafia nel film. Giordana vuole che noi capiamo che la mafia fa un parte di tutto.
Allora la lotta contro la mafia per la maggior parte e’ clandestina (come la Radio QUA) perché solo i politici coraggiosi e passionali come Peppino combattono apertamente contro la mafia. I personaggi che la combattono, affrontano pericolosi e spesse volta, saranno morte. In questo modo e’ semplice vedere Peppino come un martire, quando e’ ucciso. I suoi compagni portano il suo feretro sulla strada e la folla grande degli amici e cittadini che credono nella lotta di Peppino seguono. Anche dopo quella scena, Giordana lampeggia un “montage” di Peppino a tempi diversi della sua gioventù. Quella tecnica forza gli spettatori a simpatizzeranno ancora con la sua causa per cui e’ morto. Specialmente, il “montage” e’ inteso per i giovani siciliani e i meridionali che devono occupa della mafia.
Questo film mostra la mafia nel modo diverso degli altri. La mafia sembra quasi giusta, quando racconta la lotta diretta del coraggioso comunista, Peppino Impastato. Comunque, il regista Giordana fa il film in questo modo per sentano gli spettatori la difficoltà e la lotta lunga contro le più orribile e immorale mafia. Davvero, Peppino Impastato ha battagliato una lotta non solo contro i mafiosi, ma contro i siciliani silenziosi.

La Scorta
Domande p. 307

1. La scena dove La Scorta sono stato nella macchina per guardare la mafia da lontano parla coi imprenditori per fare un appalto edilizio. Questa scena forse rappresenta più normale la mafia perché mostra un giorno regolare dei patti delitti.

2. Angelo Mandolesi e’ più interessante perché lui e’complicato. Nonostante il fatto che Angelo sia la protagonista, ha una storia misteriosa della famiglia e carierà. Anche il fatto di che lui e’ la guardia solo di che ha un piano perché il suo amico e’ ucciso dalla mafia.

3. La citazione di che De Francesco dice alla scorta durante il trasferimento in un appartamento più sicuro rappresenta più meglio un tema del film.
De Francesco: Quando ho deciso di venire a Trapani, sapevo che avrei corso dei rischi. L’avevo messo in conto, ma che sia successo a uno di voi, questo io non posso sopportare.
Angelo: Passiamo a prenderla domani mattina alle 8.
Questa citazione mostra come benché che il giudice non voglia le guardie a esponessero, loro capiscano che devono aiutare il giudice libera il paese della mafia.

4. Il fatto di che ora ci sono più corruzione nella politica perché la mafia ancora ha controllo sul tanto affare e politici mi ha colpito della realtà siciliana. Una scena dove mostra questa idea e’, quando i documenti ufficiali sono rubati dal giudice De Francesco. Quando lui ci ha chiesto ai suoi lavori, nessuno aiuta lui perché loro erano corrotto e’ lavorano con la mafia.

5. Le donne sono vittime questo film, loro sono maltrattamenti dai uomini.
I bambini usano come accessori dalla mafia quando minacciare le genti. La mafia usa i bambini pero a controllo i suoi genitori.
Il paesaggio siciliano e’ bellissimo.

6. No, non avrei scelto un’altra fine per il film perché quel fine e’ più realistico: L’uomo non vince sulla mafia, e ancora la mafia ha il controllo.

Le parole ai protagonisti
p.278-281
1. Leonardo Sciascia immagine i Siciliani come cittadini di quelli non dimenticano la storia e il passato dei colonnelli e i Barboni ed allora sono un po’ cinico.

2. Lo Stato e’ visto come una forza con numerosi cittadini di quelli erano pronto per lavorare la terra incolta. Loro erano cittadini leali alla legge e la Costituzione Italiana.

3. L’imprenditore Siciliano confessa, benché che non sia mafioso, ha fatto patti e gli affari con mafiosi.

4. Botante dice all’esponente della DC Andreotti che la DC deve fare quelli dicono i Siciliani. Se la DC non farli, poi no riceva i voti della Sicilia e tutta l’meridionale.

5. L’avvocato Giuseppe Alessi descrive i capi mafiosi come i giudici di pace. I mafiosi sono proprio imprenditori di quelli la legge non è applicabile a loro perché non sono compatibile sulla “democrazia moderna.”.

6. Antonio Calderone descrive come gli uomini politici spesso vengono ai mafiosi per i favori, specialmente per orientano i voti. Comunque, i mafiosi hanno l’autorita nel rapporto perché potrebbero dire di no ad un favore dell’uomo politico, ma lui no potrebbe dire di no ai mafiosi.

7. Pippo Calo dice che Toto Riina e’ un pazzo ad uccidere Falcone e Borsellino perché ora loro (Calo e gli altri mafiosi) anche sono stata condanna a morte a carcere nell’isolamento. No, non credo che abbia ragione, perché stata carcere se persona innocente?

8. Il Generale Carlo Alberto dice al giornalista Giorgio Bocca che i privilegi mafiosi delle protezioni, pagano dai cittadini e allora danno il potere della mafia. Lui vorrebbe trasformare i cittadini siciliani per fanno i loro dipendenti ai nostri alleati.

9. Quando il capitano fu minacciato, il generale dalla chiesa e’ venuto a Palma di Montechiaro e ha preso a braccetto il capitano e passeggiare lentamente con lui su e giù per la strada principale. Sono passeggiati fino a si sono fermati dinanzi alla casa del boss mafioso. Quel gesto ha significato a tutti nella cittadina che il capitano non ha avuto paura della mafia e che i cittadini dovevano prendere posizione controlla.

10. Il giudice Giovanni Falcone interpretava il suo lavoro come un semplice servitore dello stato di che “servitore in terra infedelium,” non un grande eroe. Pensa che i clientelismi siciliani non come gli altri clientelismi delle altre regioni, perché a Sicilia non si deve faccia carriera perché e’ più importanti l’amicizia o la conoscenza per ottenere lavori, spintarella. Le vittime della mafia sono alcuni politici, i servitori di quelli entrano in patti tanti grandi con la mafia o non si dispone alleanze contro la mafia.

11. Il rapporto dei palermitani con la loro città varia. Alcuni parlano male della loro città, altri si risentono se qualcun altro ne parla male. A Palermo ci sono molti opinione diversa. Secondo Roberto Alajmo, non vogliono lasciare la loro città perché quando sono lontano mancano i vizi e il bene della città.

12. Baldassarre Conticello ha messo la bandiera italiana nel suo ufficio perché ha voluto far ricordare le genti e gli altri lavoratori che lui rappresenta lo stato. Si, d’accordo con Conticello, lui sia sovrintendente, e allora sarebbe professionale.

13. Giuliano Amato ammette che molte parti dello stato hanno collaborato e non hanno intervento nella criminalista organizzata.

14. Quando Fumagalli l’ha detto, vuol dire che giovani (imprenditori) sono effetto dalla mafia perché tutti i cittadini vogliono un paese dove “sia la certezza del diritto.”

15. Gianfranco Inglima dice che e’ emigrato non certo per la mancanza di lavoro ma per la propria liberta che non si ricevano nella Sicilia. Non sicuro d’accordo con Inglima, perché e’ vero che quelli restano sono schiavi alla terra e ha i vizi come troppi siciliani.

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