Christina Ru.


La figura di Salvatore Giuliano è considerata da molti Siciliani un Robin Hood del tempo moderno. Mentre altre persone pensavano che Giuliano fosse semplicemente un bandito, una statua era costruita per lui nella città di Montelepre, dove lui era nato (Salvatore). La personalità di un Robin Hood era creata dai miti che erano cresciuti intorno di lui.
Salvatore Giuliano era nato il 16 di novembre nel 1922. Da bambino era un membro della classe operaia. Lavorava nell’agricoltura invece di andare a scuola dopo che aveva 13 anni. Quando era giovane, è diventato coinvolto con il mercato nero. Durante un incidente illegale nel 1943, ha ucciso un carabiniere, ma è fuggito nelle montagne di Sagana. Mentre era nascosto, ha formato una milizia di criminali, membri di bande e altri contadini. Giuliano ha insegnato degli uomini con precisione di tiro in uno stile militario. La banda ha fatto furti per ottenere cibo e armi (Salvatore). Erano sostenuti dalla mafia. Il loro obbiettivo era migliorare la situazione dei poveri, e ottenere l’autonomia per la Sicilia.
Giuliano e altri contadini di Sicilia pensavano che il governo centrale d’Italia non avesse fatto abbastanza per loro. I problemi della mafia erano presenti in questo tempo, malgrado tentativi deboli del governo centrale contro la mafia negli anni precedenti. Il due giugno del 1946, la gente d’Italia ha votato per una ripubblica invece di una monarchia, ma la differenza tra i voti era solo due milioni (Duggan 248). Il nord e il sud erano divisi di nuovo e l’isola di Sicilia ha dato la minima quantità di sostegno alla nuova ripubblica. La Sicilia aveva avuto da sempre una tendenza all’autonomia e aveva opposto violentemente il controllo centralizzato durante l’unificazione del 1860 (Duggan 248).
Durante la fine della guerra molti proprietari di terra erano preoccupati del ritorno della democrazia e hanno iniziato un movimento per fare indipendente la Sicilia. Il loro capo era Salvatore Giuliano. Per un tempo il movimento aveva molto sostegno e la milizia di Giuliano ha fatto attacchi alla polizia e al governo (Duggan 256). L’attacco più grande e importante del movimento era la strage alla Portella della Ginestra (Bartalesi-Graf 268).
Il primo di maggio nel 1947, Giuliano e i suoi sostenitori avevano l’intenzione di catturare il comunista, Girolamo Li Causi, ma non erano riusciti (Salvatore). Erano andati alla festa del lavoro in Palermo, dove c’erano centinaia di migliaia di contadini celebrando una vittoria della sinistra nella regione (Bartalesi-Graf 268). Gli storici non sono sicuri sulla causa della strage o se fosse intenzionale, ma qualcosa era andata male, e Giuliano e i suoi sostenitori hanno ucciso undici persone, incluse donne e bambini, e hanno ferito più di trenta (Duggan 256).
Nel 1948 il potere di Giuliano era diminuito. La mafia e locali hanno aiutato la polizia contro lui, malgrado la sua tendenza a uccidere informatori. Giuliano ha giocato con la polizia con lettere tumultuose e ha lasciato note sulla sua presenza nei ristoranti di Palermo (Salvatore). La ricompensa per la sua cattura era stata raddoppiata e 300 carbinieri hanno attaccato il loro posto nelle montagne, ma la maggioranza dei suoi uomini erano fuggiti. L’attacco non ha fermato Giuliano. Il 14 d’agosto nel 1949, Giuliano e i suoi sostenitori hanno esploso bombe sotto un gruppo di veicoli della polizia vicino a Palermo. A causa di quest’attacco, 1000 carabiniere addizionale erano inviati in quella parte di Sicilia in cui lavorava Giuliano (Salvatore).
Il 5 di luglio nel 1950, Giuliano era ucciso a Castelvetrano. La polizia ha detto che un capo dei carabinieri, Antonio Perenze, ha ucciso Giuliano, ma si è detto in giro che la polizia ha promesso un perdono e una ricompensa per uccidere Giuliano a Gaspare Pisciotta, il suo amico (Duggan 256). A causa del fatto che c’era molta ambiguità sulla morte di Giuliano, era visto di più come un eroe dei poveri e erano sviluppati molti miti sopra Giuliano.
Si è detto che Giuliano ha ucciso un lavoratore postale quando ha scoperto che il lavoratore aveva rubato soldi che i Siciliani hanno inviato alle loro famiglie negli Stati Uniti. Certo, Giuliano ha fatto sicuro che i soldi erano arrivati alle famiglie. Quando ha derubato la duchessa di Pratameno, Giuliano le ha lasciato il suo anello di matrimonio, e ha ritornato un libro che ha preso a prestito (Salvatore). Da queste storie è sviluppato un’opinione di Giuliano come una leggenda. L’idea che Giuliano era come Robin Hood era sostenuta dal fatto che lui ha inviato soldi e cibo ai contadini di Sicilia.
Molte persone hanno visto Salvatore Giuliano come un Robin Hood a causa della sua lotta per i poveri e per la Sicilia contro il governo che li ha abbandonati. I miti circostante da Giuliano avevano il sentimento di una leggenda come Robin Hood. Senza i miti, Giuliano sembra un radicale violento che ha fatto molti furti e uccisioni di persone innocenti, ma ai Siciliani era piaciuta l’idea di un uomo normale che ha creato tanta resistenza al governo centrale.

1. La scena che, secondo me, rappresenta il più il carattere della mafia è la scena in cui la bomba esplode nella macchina perchè la mafia pensava che la figlia del giudice fosse con la scorta. Questa mostra che la mafia è senza scrupoli e faranno qualsiasi cosa per ottenere il loro obbiettivo.

2. Trovo Andrea il più interessante perchè ha una moglie e tre figli, e a causa di questo la sua vita è più complicata, perchè lui è stracciato fra la sua vita con famiglia, e il suo senso di dovere e onore.

3. Scelgo questa citazione:
De Francesco: Quando ho deciso di venire a Trapani, sapevo che avrei corso dei rischi. L’avevo messo in conto, ma che sia successo a uno di voi, questo io non lo posso sopportare.
Angelo: Passiamo a prenderla domani mattina alle 8.
Questa citazione rappresenta la fiducia, la fede, e la lealtà fra i uomini della scorta e il giudice. La scorta non è solo fedele al giudice; il giudice ritorna il sentimento.

4. La cosa che mi ha colpito di più la realtà siciliana è l’impatto che ha la mafia sulla politica. La scena in cui vediamo questo è quando un uomo dice a un altro come tanti voti per Caruso viene da un luogo controllato dalla mafia.

5. Le donne rappresentano l’altro lato dei uomini della scorta. Le donne mostrano che i uomini della scorta sono persone normali. I bambini anche rappresentano l’altro lato dei uomini della scorta, ma anche rappresentano il futuro della Sicilia. Per quei bambini i politici onesti e le sue scorte non possono cessare il loro lavoro.

6. Non avrei scelto un’altra fine per il film perchè ci mostra che la mafia è ancora un problema. Questa fina rappresenta la realtà della mafia.

Christina Ruhl

Le Parole ai Protagonisti

24 aprile 2006

1. L’immagine dei Siciliani che ci ha dato Leonardo Sciascia è una di isolamento a causa di molti invasioni d’altri paesi, e a causa del fatto che Sicilia è una isola.

2. Lo stato non è visto dei contadini siciliani come lontano, o assente. I carabinieri sono dappertutto e controllano i contadini durante la coltivazione della terra.

3. L’imprenditore Siciliano non confessa di essere un mafioso, ma confessa di scendere a patti con loro. Ha fatto i patti per sopravvivere, non ha avuto un’altra scelta.

4. Il messaggio che Bontante ha dato all’uomo politico è: in Sicilia, non vogliono l’influenza della DC. Dice che la DC deve fare come vogliono i Siciliani, o non voteranno per la DC. Dice che se la DC perda i voti dei Siciliani, perda i voti di tutti gli italiani meridionali.

5. I capi mafiosi sono descritti come “giudice di pace” che fanno le proprie leggi. Questi leggi fanno difficile lo sviluppo di una democrazia moderna.

6. Il rapporto fra la mafia e i uomini politici è molto stretto. Se i politici abbiano bisogno di un favore dalla mafia, i mafiosi possono farlo, o non farlo, come vogliono. Quando i mafiosi vogliano un favore dai politici, lo deve essere fatto. I politici possono giovare molto da un rapporto con la mafia perchè controllano tanti voti.

7. Pippo Calò dice che Totò Riina ha sbagliato ad uccidere Falcone e Borsellino perchè a causa di questi uccisioni, il carcere duro era iniziato per i mafiosi e hanno fatto nuovi leggi speciali contro delitti di mafia.

8. Il Generale Dalla Chiesa vorrebbe trasformare i cittadini Siciliani in alleato dello stato e per fare questo, dice che lo stato deve assicurare i elementari diritti ai cittadini Siciliani, che normalmente viene dato dai mafiosi in scambio di pagamento. Se i cittadini ricevano i loro diritti dallo stato, la mafia non avrebbe potere.

9. Quando un giudice era minacciato di morte, il generale Dalla Chiesa era andato alla sua città e lo ha preso a braccetto e la coppia hanno camminato insieme per tutta la città e anche hanno rimasto davanti dalla casa del capo mafioso per fare capire a tutti che il pubblico non ha paura della mafia, e non li può controllare.

10. Il giudice Giovanni Falcone ha provato di aiutare la gente in Italia, e ha provato di proteggerli ma non poteva proteggere tutto. Dice che le vittime della mafia sono le persone che non sono protette dallo stato, e si trovano soli, o in una situazione troppo grande. Penso che il clientelismo non è buono perchè non è legale e non è buono per la gente.

11. I palermitani hanno un rapporto strano con la loro città. L’amano, e l’odiano. Secondo Roberto Alajmo, i palermitani non vogliono lasciare la città perchè a Palermo, possono conoscere dei veri eroi.

12. Baldassarre Ponticello ha messo la bandiera italiana nel suo ufficio per mostrare la gente che il suo ufficio è dello stato. Penso che sia buono mostrare orgoglio nazionale.

13. Il presidente del Consiglio Giuliano Amato ammette che lo stato poteva avere fatto più per aiutare la gente contro la mafia, ma invece qualche parte dello stato ha collaborato con la mafia, e nessuno ha una risposta per questo.

14. Il giovane imprenditore dice che loro sentono come siciliani perchè la mafia era solo un problema della Sicilia, ma ora, è un problema di tutta l’Italia.

15. Gianfranco Inglima dice che la Sicilia è un luogo arretrato con molti problemi come la disoccupazione. Lui pensa che è necessario andare via ma penso che non è la soluzione. Questi problemi non si risolveranno.

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