Chiara V.


Conversazione con Simone

La mia conversazione con Simone era abbastanza tipica. Abbiamo parlato della cultura italiana al punto di vista dei giovani. Christina ed io non abbiamo potuto registrare la conversazione perché avevamo molti problemi tecnici. Abbiano discusso come si vestono i ragazzi italiani quando si vanno in discoteca. Ho chiesto quali erano le nuove canzoni popolari perché voglio preperarmi per quando vado in Italia. A Simone li piace molto il calcio…io che non so quasi niente di calcio non avevo molto da chiedere. Ho chiesto se aveva una ragazza ma mi ha detto che non cela. Poi avevo chiesto perché no è lui ha scoppiato a ridere. Non ti preoccupare, abbiamo anche chiesto domande su la Lega Nord (è estrema) e sulla politica italiana in generale. Alla fin fine penso che Simone è un bravo ragazzo e forse ci possiamo incontrare qualche volta…almeno lo spero.

Chiara Von Culin
Italiano 231
Professor Pagano
L’ultimo Saggio
Aprile ’06

“Non li avete uccisi: Le loro idee camminano sulle nostre gambe”

La mafia non è un fenomeno recente, piuttosto esiste dal Medioevo . Il termine “mafia” significa crimine organizzato. Nel 1700, gli disputi erano risolti da mediatori che raramente uccidevano gente. Nell’Italia ci sono cinque gruppi mafiosi: Cosa Nostra (Sicilia), Camorra (Napoli), ‘Ndrangheta (Calabria), Sacra Corona Unita (Puglia) e Stidda (Sicilia). La mafia moderna a Palermo si è sviluppata a causa di un debole stato centrale. Furono Giovani Falcone e Paolo Borselino le due vittime principali della mafia negli anni ’90.
Giovanni Falcone era nato il 18 maggio 1939 a Palermo. Si è laureato dall’Università di Palermo in Giurisprudenza dopo di che cominciò a lavorare presso l’Ufficio istruzione. Il “pool antimafia” fu’ creato dopo molte inchieste dal popolo che consisteva di magistrati palermitani. Il capo dell’Ufficio istruzione, Rocco Chinnici, raccolse un gruppo di quattro giudici: Falcone, Borsellino, Di Lello e Guarnotta. Chinnici aveva l’idea di osservare ogni gesto criminale della mafia in interita’ invece di separarli.
Chinnici fu ucciso dalla mafia nel 1983 con le sue scorte da un’autobomba sotto casa sua. La mafia voleva un giudice meno severo… in altre parole, uno a cui potevano dare le tangenti per farlo tornare al vecchio sistema in cui erano piu’ corrotti. Dopo la sua morte, il popolo voleva che Falcone occupasse il posto del capo antimafia, però Antonio Caponnetto fu’ eletto.
Caponnetto creo’ ufficialmente il pool antimafia. Il pool inizio’ il maxiprocesso di Palermo dove circa 475 mafiosi furono arrestati e condannati. La strategia del pool era semplice: imparare la struttura dell’organizzazione e trovare i capi mafiosi. La cerca contro Cosa Nostra è iniziata con l’arresto di Tommaso Buscetta nel 1984. Nel 1986, Caponnetto, ormai vecchio, aveva deciso di lasciare il suo posto. Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) elesse Antonio Mele per sostituire Caponnetto invece di Falcone.
Mele è ritornato ai vecchi tempi invece di cercare il rapporto tra ogni delitto mafioso. Questa situazione spinse Falcone nel 1986 per trasferirsi a Roma sotto l’invito del ministro di Grazia e Giustizia, Claudio Martelli. Qui, Falcone dirigeva un rapporto tra paesi stranieri e la giustizia italiana. Durante gli ultimi due anni della sua vita, Falcone ha fatto qualsiasi cosa per trovare modi in cui eliminare la mafia. Con Martelli, Falcone ha creato una nuova legge che ha creato l’istituzione di una Procura Nazionale Antimafia (PNA). La PNA controllava la mafia in ogni parte della nazione. Quest’ufficio coordinava le indagini specialmente se un pubblico ministero non si stava preoccupando della mafia. Garantiva “la funzionalità della polizia giudiziaria e di assicurare la completezza e la tempestività delle investigazioni” . Il CSM era completamente contro la ONA per due motivi. Il primo era perché pensavano che la PNA riduceva “l’autonomia dei giudici” e secondo, pensavano che togliesse il potere del pubblico ministero.
Falcone fu ucciso il 4 giugno 1992 a Capaci dalla mafia. Cinque cento chili di tritolo fecero scoppiare la macchina con dentro la moglie Francesca Morvillo ed i suoi tre agenti di scorta: Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. L’altro giudice famoso che faceva parte del pool antimafia era Paolo Borsellino.
Paolo Borsellino fu nato a Palermo il 19 gennaio 1940. Come Falcone, si è laureato in giurisprudenza all’Università di Palermo. Nel 1975 fu trasferito al tribunale di Palermo e pochi mesi dopo all’Ufficio istruzione sotto Rocco Chinnici dove è diventato amico intimo con Falcone. Borsellino pensava che senza l’aiuto dello stato, il problema della mafia non sarebbe mai risolto.
Durante il tempo che faceva parte del pool antimafia, Borsellino andava alle scuole spiegando agli studenti l’importanza di eliminare la mafia. Nel 1984, con l’arresto di Bruscetta, Borsellino aveva un “ruolo fondamentale dei pentiti nelle indagini e nella preparazione dei processi” Nel 1986 fu trasferito a Marsala per assumere la posizione di capo della Procura di Marsala dove ha continuato la sconfitta contro la mafia un capo alla volta. Gli altri magistrati nelle Procura hanno fiducia in Borsellino e continuano a trovare nuovi pentiti e anche le leghe tra la mafia e la politica. Falcone (a Roma) e Borsellino (appena trasferito alla Procura di Palermo) si sono sempre tenuti in contato perché entrambi stavano lavorando con lo stesso scopo. Per questo motivo, l’assassinio di Falcone fu tragico per Borsellino.
Il CSM ha chiesto a Borsellino di assumere la vecchia posizione di Falcone, ma la rifiuto’. A questo punto, decise di trovare ogni mafioso coinvolto nell’attacco a Capaci anche se sapeva che i suoi giorni erano pochi. Il 23 maggio 1992, dopo essersi rilassato a Villagrazia, Borsellino torno’ a Palermo per accompagnare la sua mamma all’ ospedale quando esplose un’autobomba in un Fiat 126 sotto la casa in Via D’Amelio. Morirono anche Emanuela Loi (prima donna scorta), Agostine Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cusina e Claudio Traina. Antonio Vullo fu l’unico che ha sopravvissuto l’esplosione della bomba.
Falcone e Borsellino hanno aperto la via ad un movimento rivoluzionario per l’Italia. Amavano la loro terra, la Sicilia, e l’ intero sistema della giustizia. Non hanno mai perso la voglia per il cambiare, neanche il desiderio di sognare per una Sicilia migliore. La mafia mette un paio di manette sulla vita, l’arena politica, l’industrie e molti altri aspetti del mondo causando una perdita di valore nel mondo. Oggi, Falcone e Borsellino rimangono simboli della lotta conto la mafia.

Chiara Von Culin
Italiano 231
Professor Pagano
La Scorta

Domande su La Scorta

1. Nel film La Scorta c’erano due scene che mi hanno fatto capire il carattere della mafia. Il primo era quando la mafia ha lasciato i proiettili attaccati sul la porta del escort, Andrea. Il secondo è successo quando Raffaele è entrato nella sua macchina e si è esploso.
2. Il personaggio che mi trovo più interessante e Angelo. Angelo mi sembra un uomo che ha molti segreti. Penso che lui veramente avrebbe fatto qualsiasi cosa per aiutare eliminare la mafia. Si vede che no è un uomo con tanti amici mai se sei amici con lui, lui farei di tutto per te.
3. La seconda per me è quella che rappresenta il tema del film. Lia ha paura per suo marito, Andrea, lavora come un escort. Penso che questa frase è importante perché significa che nessuno è salvo e tutti possono morire.
4. Mi hanno colpito le scene dove la famiglia d’Andrea era seguita ovunque. La mafia sapeva che colori erano i vestiti dei tre bambini. La mafia era dappertutto Sicilia e avevano molte che lavoravano nella mafia. \
5. Il ruolo della donna, Lia, era bello. Lei era fortissima e amava la sua famiglia tanto. Il ruolo delle bambine era per significare che la mafia poteva uccidere tutta una famiglia entrerà. Nessuno era libero. Il paesaggio siciliano e bello e caldo. Ce né sonno molte spiagge. Nella città, tutti guidano velocissimi sulle strade. Sicilia e un’isola bellissima dove la cultura significa tanto.
6. Io non cambierei la fine del film. Al fine, tutti erano migliori amici e se esistevano altra gente come il gruppo di Don Francesco, la mafia sicuramente non esiterà più. Il film in generale era stupendo e anche pieno di emozioni. Io direi che era la film più bello dello semestre.

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