Nicholas G.


I Cento Passi

“I Cento Passi”, basato sulla vera storia di Peppino Impastato, racconta la sua vita contro la mafia. Peppino nasce a Cinisi nel 1948. La sua famiglia era stata collegata alla Mafia, la zia di Peppino si e’ sposato al capo della Mafia, Cesare Manzella. Comunque, Peppino era diverso dalla famiglia e dal paese Cinisi perche’ sfido’ la mafia e la corruzione apertamente. Nel sud c’era l’omerta’ un voto del silenzio, un rapporto tra la mafia e abitanti del paese in cui non vedono niente, non sentono niente, e non dicono niente. Questo rapporto ha esistito per molti anni, e’ stato una parte della vita. Peppino non ubbidi’ e alla fine e’ stato ucciso. Il film “I Cento Passi” onora Peppino e la sua lotta contro un aspetto della cultura regionale del quale non era d’accordo. Nel film c’e’ un tema profondo del cambiamento in un senso politco e un senso sociale. Peppino non era solo contro la Mafia, la sua lotta era contro il sistema di corruzione e la cultura del’omerta’ che ha regalato Cinisi. La sua lotta era contro la arretratezza, causato da secoli di ingiustizia. Le scene nel film monstrano questa lotta contro elementi politici ed elementi sociale. Vediamo che la lotta non e’ solo tra la destra e la sinistra, ma e’ anche tra la nuova generazione e la vecchia generazione. Questi temi riflettono un periodo nella storia Italia in cui forze nuove e forze vecchie hanno convocato di cambiare l’Italia.
Nella prima scena la famiglia di Peppino celebra il matrimonio del cugino di Peppino. Questa scena illustra le diverse generazioni della famiglia. I nonni discutano della vecchia vita mentre i padri discutano della vita presente. Questa scena introduce Peppino, che rappresenta il futuro. Introduce anche il suo zio Cesare Manzella, il capo, e Gaetano Badalamenti o “Tano”. Cesare e’ un buon uomo, ride e gioca con Peppino. Ma Tano e’ come il contrario, e’ spietato. La prima scena introduce un sensa della ironia perche’ vediamo una familia insieme, ma ci sono tensione dentro questa famiglia. La tema della disunione diventa piu’ e piu’ profondo nel film. Questa tema rappresenta la famiglia e il paese Cinisi su uno livello, ma rappresenta anche la disunione dell’Italia su un’altro livello.
Dopo, Cesare e’ ucciso e Tano diventa il capo. E’ presupposto che Tano e’ il uccisore. Peppino cambia in questo momento perche’ realizza il lato cattivo della mafia. Quando Peppino va al Stefano Venuti, un pittore comunista che conoscero Cesare Manzella, adotta una ideologia comunista che sfida la mafia e la corruzione. Peppino rappresenta il futuro veramente perche’ nella vecchia vita, quando un zio e’ ucciso la famiglia fa vendetta. Invece, Peppino fa vendetta contro il sistema, non contro le persone in particolare. Il sviluppo della persona di Peppino come un estraneo nella sua famiglia e nel paese puo’ essere visto come una rappresentazione dei giovani nell’Italia durante gli anni sessanta e settanta. I giovani infrangevano le vecchie norme della societa’.
Questo tema del conflitto tra nuovo e vecchio nel film, era piu’ feroce nel sud perche’ la vita era piu’ tradizionale che nel resto dell’Italia. Questo conflitto e’ rapresentato nelle persone di Peppino e il padre Luigi. Il padre non e’ un mafioso, ma conosce bene la Mafia del paese. Il padre si preoccupa che le azione di Peppinolo uccideranno. Peppino e’ stato avvertito costantemente del pericolo, ma e’ ostinato. Quando Peppino e’ messo in prigione per una dimostrazione, il padre lo libera ma lo sgrida perche’ la mafia odia i communisti. Le tensione tra padre e figlio cresca, ma Liugi e’ incatenato alla cultura d’omerta’. Anche se Liugi sgirda Peppino, in una scena dice che li ucciderà se toccano Peppino.
C’e’ anche’ tensione tra Stefano Venuti e Peppino. Sebbene siano communisti, hanno diverse idée. Peppino e’ piu’ radicale e sfida apertamente la mafia. Stefano dice a Peppino: “Se gridate non li sentiranno”. Penso che questo rapporto sia importante nel film perche’ rappresenta la disunione dentro la sinistra. Nel film l’assassinio di Aldo Moro e’ incluso per sottolineare questa disunione ma e’ anche incluso per contrastare Peppino. Vediamo che Peppino non e’ come un assassino ma negli occhi dei paesani non c’e’ una differenza. C’e’ anche un tema della tragedia perche’ Peppino e’ innocuo ma e’ stato ucciso. Peppino muore perche’ le sue idee hanno minacciato lo status quo. Ma la minaccia prominente e’ che Peppino puo’ ispirare altri come le sue azione. A differenza di Stefano Venuti, che tutto ha ignorato come un pazzo comunisto, Peppino è stato ammirato. Perfino il capo della polizia ha ascolato alla radioprogramma di Peppino e ha diventato un quasi amico.
Il titolo del film, cento passi, e’ la distanza tra la casa di Peppino e quella di Tano. Questo rappresenta per Peppino che la mafia non e’ invisibile, non e’ perfino lontana, e’ vincina ma tutti non la riconoscono. Sebbene Peppino sia stato ucciso, e’ stato ricordato. Nel 2002, Gaetano Badalamenti e’ stato riconoscuto colpevole del omicidio del Peppino Impastato nel 1978. Ma a quello tempo Tano gia’ scontava una condanna di quarantacinque anni. Nel 2004 Tano ha avuto un attacco di cuore e morto.

1. Il sud ebbe sempre sofferto di una mancansa di autonomia politica’ perche’ fu stato occupato molte volte dagli stranieri.
2. Le invasioni introdussero gli elementi delle diverse culture dell’Impero Bizantino, degli Arabi, dei Normani.
3. La vecchia sistema feudale rimase nel sud e la popolazione fu diventato isolato dal sviluppo nel Nord
4. Ci sono piu’ fiumi nel Nord e la terra e’ fertili mentre nel Sud l’acqua e’ piu’ scarsa e non ci sono aree pianeggianti
5. Una arretratezza nell’agricola e anche nel’economia fu stato causato della composizione feudale della societa’ la quale impedi’ svilupo economiche
6. Ci fu una ribellione perche’ il governo centrale promise di fare una fiforma agraria ma invece impose le tasse sui contadini
7. I contadini formarono bande armati che uccisero i latifondisti e occuparono villaggi
8. Durante Mussolini, ci furono opere di bonifica e un sforzo di eliminare le zone incotivabili ma queste non cambiarono i rapporti fra contadini e latifondisti
9. Dopo la seconda guerra mondiale il Sud favoro’ una monarchia nel referndum istituzionale mentre il Nord voto’ con successo a favore una repubblica
10. La nuova Repubblica Italiana fondo’ la Cassa per il Mezzogiorno nel 1950 per investire nel Sud e svillupare l’infastrutture
11. Durante il boom economico i meridionali sostennero la produzione nel nord come una forza lavoro a basso prezzo
12. Il clientelismo fu un rapporto in cui pensione, lavori statale, e sussidi furono assicurati agli sostenitori di funzionari locali

La formazione Delle Brigate Rosse
L’Italia negli anni settanta era molto instabile. C’erano molti fattori che contribuirono a questa situazione, un fattore molto importante fu il movimento studentesco che comincio’ alla fine degli anni sessanta. C’era un forto flusso di Marxismo nelle universita’, che spiegalo il spirito del movimento studententesco. Questo movimento sfido’ la societa’ rigida; organizzo’ proteste per domandare le riforme dello Stato. C’erano altri movimenti simili, come il movimento operaio che domando’ delle riforme nell’industria. Tutti e due i movimenti si unirono per cambiare la societa’. Sebbene questi movimenti fossero critici dell’Italia, non erano violenti. L’ideologia era pacifista perche’ la violenza era vista dai movimenti come una caratteristica del fascismo. Affinche’ i due movimenti diventassero piu’ popolari ed effettivi nel campo della politica, ci furono reazioni dalla destra molto violente per sovvertire questi movimenti.
Questa reazione fu chiamata la “Strategia della Tensione”. L’obiettivo fu di far ritornare il governo dell’Italia al modello fascista. Per ottenere quest’obiettivo, i gruppi neofascisti attaccarono il resto del popolo italiano per instaurare paura in tutto il paese. Un’altra strategia fu incolpare la sinistra per le sue azioni. Il 12 Dicembre 1969, nella Banca dell’Agricoltura di Piazza Fontana a Milano, una bomba fu detonato e sedici persone furono uccise. All’inizio la sinistra fu incolpata per l’attacco, ma presto divento’ chiaro che i neofascisti furono responsabili. Dapprima quest’attacco prese il nome di “Strage di Piazza Fontana”, presto il movimento studentesco la nomino la “Strage di Stato”. La sinistra reagi’ alla “Strategia della Tensione” in diversi modi. Il PCI, il partito communista, vide l’esigenza di raggiungere un compromesso con la DC, il partito centro-destra. Questo fu conosciuto come il “compromesso storico”. Nonostante questo, i movimenti dell’estrema sinistra rifiutarono il “compromesso storico”. A differenza dei movimenti degli anni sessanta, l’ideologia ora non era piu’ pacifista, infatti questi gruppi estremisti erano piu’ simili ai gruppi neofascisti. Il gruppo piu’ noto di questo movimento della estrema sinistra erano le Brigate Rosse. Come molti gruppi rivoluzionari, le Brigate Rosse nacquero nelle universita’. Esse furono formate nel 1970 da Renato Curcio, Margherita Cagol, e Alberto Franceschini nell’universita’ di Trento. I suoi fondatori parteciparono nel movimento studentesco degli anni sessanta, ma dopo la “Strage di Stato” formarono Le Br. La formazione del gruppo si puo’ vedere come una reazione a due sviluppi: la “Strategia della Tensione” da parte della destra, e il “compromesso storico” da parte della sinistra. Le Br si isolarono dagli elementi moderati della sinistra perche’ il gruppo era deluso dalle incapacita’ della sinistra di transformare l’Italia. Questa frustrazione era una causa della aggressiva natura del gruppo. Nonostante questa natura, le Br avevano un forte elemento politico all’inizio. L’ideologia Marxista fu al centro del gruppo e a causa di questa, le Br cooperarono con il movimento operaio. L’obiettivo delle Br era cominciare una rivoluzione in Italia come nella Russia. All’inizio le Br concentrarono le loro azioni nelle fabbriche dove sabotarono le attrezzature e intimidirono o rapirono capi. Il gruppo aveva un obiettivo sul livello internazionale; rovinare l’alleanza tra l’Italia e NATO. Per questo motivo le Br riceverono il sostegno dai movimenti fuori l’Italia. Nel 1972 Giangiacomo Feltrinelli, un scrittore politico molto influente nella sinistra, si uccise quando tento’ di mettere una bomba su un palo elettrico. La sua morte fu un colpo per le Br perche’ rappresento’ un’ispirazione per il gruppo. Senza una guida, diventarono piu’ violente. Prima della morte di Feltrinelli, il gruppo non aveva ucciso ancora i suoi nemici perche’ c’era un elemento politico del gruppo. Due anni dopo, nel 1974, le Br attacarono i membri del neofascista “Movimento Sociale Italiano” uccidendo due persone. L’arresto dei fondatori Curcio e Franceschini nello stesso anno contribui’ al cambio della natura del gruppo perche’ rimpiazzarono con i membri piu’ estremi. Abbandonando le loro aspirazioni politiche, le Br abbraciarono una posizione piu’militante. All’inizio le Br attaccarono solo i simboli del Capitalismo; le fabbriche e gli uomini d’affari. L’elemento politico del gruppo prevenne attachi contro lo stato. Ora il gruppo estende’ le sue operazioni a Roma ed sostanzialmente dichiaro’ guerra al governo. La polizia ed i funzionari pubblici divenatarono le nouve vittime, in particolare i membri delle DC, il partito che domino’ il governo durante la guerra fredda. Questa nuova posizione culmino’ con l’assassinio di Aldo Moro, ex Primo Ministro e persone prominente del DC, nel 1978. Moro era rispettato sia dalla sinistra sia dalla destra perche’ cerco’ un compromesso tra il PCI ed il DC nel “compromesso storico”. Come i gruppi neofascisti, temerono dell’efficacia dei movimenti del 68’, le Br temerono dell’abilita’ di Moro unire il popolo italiano e ricorsero a violenza. Dopo questo assassinio, le Br perderono l’appoggio di molta parte della societa’ inclusi i fondatori del gruppo che ancora furono nel prigione. Anche altri movimenti dell’estrema sinistra condannarono l’attacco.
Perche’ le Br si isolarono ulteriormente e l’opinione pubblica svolta’ contro il gruppo, il governo pote’ smantellare le Br rapidamente. Molti membri furono arrestati dopo la morte di Moro, il gruppo continuo’ pero’ era piu’ debole. Nuove legge diedero incentivi ai membri che cooperarono con la polizia e la natura segreta del gruppo fu distrutto. Nel 1984 le Br si dividerono alle Br-PCC (Partito Communisto Combattente) e alle Br-UCC (Unione di Communiste Combattente). A questo tempo, i leader originale rifiutarono il gruppo. Le Br cambiarono completamente dall’inizio come un gruppo Marxisto alle fine come un gruppo terroristico. Quando le Br adottarono i stessi violenti metodi come i gruppo neofascisti, cui le Br criticarono, il gruppo perse legittimita’ negli occhi del popolo Italiano.

Bibliografia

Bartalesi-Graf, Daniela, L’Italia dal Fascismo ad Oggi: Percorsi paralleli nella storia, nella letteratura e nel cinema, prima edizione, Perugia: Guerra Edizioni, 2005

Brigate Rosse – Fatti, Documenti e Personaggi. 15 Mar. 2006 .

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