{"id":321,"date":"2019-05-09T23:12:37","date_gmt":"2019-05-09T23:12:37","guid":{"rendered":"http:\/\/blogs.dickinson.edu\/iamyours\/?p=321"},"modified":"2019-05-09T23:12:37","modified_gmt":"2019-05-09T23:12:37","slug":"il-genere-e-personale-e-politico-come-i-film-di-alina-marrazzi-dimostrano-che-le-due-non-puo-essere-separato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/iamyours\/2019\/05\/09\/il-genere-e-personale-e-politico-come-i-film-di-alina-marrazzi-dimostrano-che-le-due-non-puo-essere-separato\/","title":{"rendered":"Il genere \u00e8 personale e politico: Come i film di Alina Marrazzi dimostrano che le due non pu\u00f2 essere separato"},"content":{"rendered":"<p>I film della regista Alina Marazzi si occupano di molte idee che circondano il femminismo. Eppure, i tre dei suoi film pi\u00f9 noti\u2014<em>Vogliamo anche le rose<\/em>, <em>Un\u2019ora sola ti vorrei<\/em>, e <em>Tutta parla di te<\/em>\u2014convogliano gli aspetti personali e politici. Ogni film coinvolge se stesso di narrativa personale che si aggiunge alla narrativa politica generale della femminilit\u00e0. Ma i tre film sono diversi nei loro metodi per trasmettere il messaggio personale e politico. Per <em>Vogliamo anche le rose<\/em> combina tre narrazioni personali accanto a immagini dei media del tempo. Mentre <em>Un\u2019ora sola ti vorrei<\/em> utilizza il metraggio personale della madre di Marazzi per raccontare la storia di una donna depressa a causa dei suoi sentimenti di sfollamento nella societ\u00e0 che ha portato al suo suicidio. Infine, c&#8217;\u00e8 <em>Tutta parla di te<\/em> che segue la lotta della depressione post-partum nelle donne. Se c&#8217;\u00e8 una cosa che unisce questi tre film, \u00e8 la loro capacit\u00e0 di fondere il personale con il politico. In questo modo, il personale serve a evidenziare ed estrapolare sul politico. Cos\u00ec, i film di Alina Marazzi, <em>Vogliamo anche le rose<\/em>, <em>Un\u2019ora sola ti vorrei<\/em>, e <em>Tutta parla di te<\/em>, dimostrano che il personale \u00e8 politico proprio come il politico \u00e8 personale.<\/p>\n<p><em>Vogliamo anche le rose <\/em>inizia con uno spot degli anni &#8217;50 che \u00e8 modificato da Marazzi a includere un clip d&#8217;una donna nuda ballando. L&#8217;intera premessa del film si concentra sull&#8217;utilizzo delle narrative personali di tre donne\u2014Anita, Teresa e Valentina\u2014e mette i media\u2014immagini, pubblicit\u00e0 e video domestici\u2014dell&#8217;epoca in cima alle letture delle narrative. Come il studioso Paolo Bonifazio dice nel suo articolo &#8220;Feminism, Postmodernism, Intertextuality:<em> We Want Roses Too <\/em>(2007),\u201d<em> Vogliamo anche le rose <\/em>\u00e8 un ibrido che coinvolge un aspetto di compilazione e anche un \u201c\u2018found-footage film,\u2019\u201d che aiuta Marazzi a sfidare le strutture sociale (Bonifazio 171). Un grande esempio di questo e il uso d&#8217;un diario della donna, si chiama Teresa, e il suo aborto illegale. Attraverso la narrazione di Teresa del suo aborto, le immagini che sono usato di cui lampeggiano attraverso lo schermo, invocano sentimenti di solitudine. Tuttavia, quando Teresa inizia a descrivere l&#8217;aborto stesso, a un certo punto lei dice che si sente come se fosse in un blocco di ghiaccio. La sensazione di freddezza persiste e viene spostata sugli spettatori mentre un video di piedi nudi che cammina sul ghiaccio arriva allo schermo. Questa \u00e8 poi seguita da una nave che attraversa gli iceberg, non solo aggiungendo alla sensazione di freddezza, ma anche suggerendo che la nave sta facendo violenza a quel ghiaccio. Questo riempie il pubblico con i sensi visivi e uditivi della freddezza con la violenza indesiderata e costringe alla simpatia per la storia di Teresa. Infatti, il movimento femminista in Italia negli anni &#8217;70 riguardava la liberazione sessuale e l&#8217;aborto faceva parte di questa lotta. Eppure, forzando la simpatia nel pubblico con la storia simultaneamente personale e politica dell&#8217;aborto di Teresa, Marazzi combina i due. In tal modo, personale e politico si combinano in uno.<\/p>\n<p>Lo stesso accade nel suo film pi\u00f9 personale, <em>Un\u2019ora sola ti vorrei<\/em>. Questo film utilizza l&#8217;home video che suo nonno ha fatto con sua madre, Liseli. Come osserva Emma Wilson nel suo articolo, &#8220;&#8216;Her hair over her arms and her arms full of flowers&#8217;: Love and Unknowing in Alina Marazzi&#8217;s <em>Un&#8217;ora sola ti vorrei (For One More Hour with You)<\/em> (2002),&#8221; c&#8217;\u00e8 un senso di fragilit\u00e0 dell&#8217;intero film (Wilson 11). Eppure, nonostante questa fragilit\u00e0, il messaggio dei ruoli di genere forzati e dei loro effetti dannosi rimangono chiaro. La teoria secondo cui alcuni sostengono sia la pi\u00f9 potente \u00e8 quella dello sguardo maschile. Per attraverso la totalit\u00e0 del film, Marazzi utilizza video ripresi dallo sguardo maschile, o lo sguardo idealistico del nonno di Alina. La studiosa Stefania Benini dice nel suo articolo &#8220;&#8216;A face, a name, a story&#8217;: Women&#8217;s identities as life stories in Alina Marazzi&#8217;s cinema,&#8221; che lo sguardo del nonno di Alina \u201c.. capture[s] only the surface without sensing or accepting [Liseli\u2019s] deep uncertainties, [and] is a patriarchal gaze blind to Liseli\u2019s malaise\u201d (Benini 133). Questo film non vuole solo dimostrare come lo sguardo maschile sia distruttivo, dato che ci sono molti momenti nel &#8220;found-footage&#8221; in cui la carcerazione di Liseli in rigide norme di genere \u00e8 evidente. La pressione che sente di conformarsi alla maternit\u00e0 e di &#8220;essere una buona madre&#8221; dimostra come la maternit\u00e0 sia per qualcuno superficialmente soddisfacente. In altre parole, la maternit\u00e0 non \u00e8 per tutti, e non esiste una &#8220;madre perfetta&#8221;. Di nuovo, anche se questo \u00e8 un estremo, Marazzi costringe il personale e il politico a diventare uno.<\/p>\n<p>Infine, c&#8217;\u00e8 il film <em>Tutta parla di te<\/em> che \u00e8 diverso dai due che sono descritti sopra. Questo film segue una donna che fa amicizia con una donna che lotta con la maternit\u00e0. Anche se questo si collega e addirittura estrapola sui problemi trovati in &#8230;, si spinge pi\u00f9 verso una narrativa fittizia invece che su un documentario. Tuttavia, la maternit\u00e0 e ruoli di genere forzati giocano un ruolo importante, e c&#8217;\u00e8 molta discussione su ci\u00f2 che esattamente la maternit\u00e0 comporta e su chi ne beneficia. Tuttavia, a differenza di Liseli, le due donne di <em>Tutta parla di te<\/em>, Pauline ed Emma, si appoggiano l&#8217;una sull&#8217;altra invece di guardare gli uomini nella loro vita in cerca di aiuto. Quindi, c&#8217;\u00e8 una rottura con l&#8217;ideale domestico, proprio come in <em>Vogliamo anche le rose<\/em>. Anche se in <em>Vogliamo anche le rose<\/em> questo si vede alla fine con gli sguardi disgustati sul volto di ogni donna mentre le nuove leggi vengono lette a loro (Luciano and Scarparo 248), la rottura domestica viene dalle sfumature intrinsecamente femministe del film. Due donne, una che lotta con le pressioni della societ\u00e0 mentre una madre e l&#8217;altra che nasconde la sua colpa e la sua vergogna, si guardano l&#8217;un l&#8217;altra\u2014e altre donne\u2014per chiedere aiuto, ma mai alla societ\u00e0. In tal modo, le loro discussioni evidenziano i confini rigorosi a cui sono costrette queste donne, e come la maternit\u00e0 sia diventata un&#8217;aspettativa sociale invece di una scelta personale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec attraverso i suoi tre film, <em>Vogliamo anche le rose<\/em>, <em>Un\u2019ora sola ti vorrei<\/em>, e <em>Tutta parla di te<\/em>, la regista Alina Marazzi abbatte le barriere che separano il personale dal politico, e usa questa nuova combinazione per illuminare i suoi spettatori sul lato pi\u00f9 soggettivo della storia di femminismo. Inoltre, includendo il personale, Marazzi \u00e8 in grado di rendere i suoi film molto pi\u00f9 applicabili alle donne, in quanto le storie che usa sono strettamente storie di donne\u2014i diari, le lettere, le cartelle cliniche appartenevano tutte alle donne. Nel fare questo, noi, come spettatori, siamo resi acutamente consapevoli della prospettiva femminile. Mentre <em>Vogliamo anche le rose<\/em> cerca di evidenziare il personale e giustapposizione \u00e8 con le immagini del politico per dimostrare che i due non sono cos\u00ec dissimili, <em>Un\u2019ora sola ti vorrei<\/em> e <em>Tutta parla di te<\/em> usano il personale per evidenziare i problemi con il politico. Tuttavia, ogni film si costruisce l&#8217;uno dall&#8217;altro e, a sua volta, diventa evidente che nel movimento femminista il personale \u00e8 politico.<\/p>\n<h1>Works Cited<\/h1>\n<p>Benini, Stefania. &#8220;&#8216;A face, a name, a story&#8217;: Women&#8217;s identities as life stories in Alina Marazzi&#8217;s cinema.&#8221; <em>Studies in European Cinema<\/em> 8.2 (2011): 129-139.<\/p>\n<p>Bergonzoni, Maura. &#8220;Alina Marazzi&#8217;s <em>Un&#8217;ora sola ti vorrei<\/em> and <em>Vogliamo anche le rose<\/em>: The personal stands for the political.&#8221; <em>Studies in Documentary Film<\/em> 5.2 and 3 (2011): 247-253.<\/p>\n<p>Bonifazio, Paolo. &#8220;Feminism, Postmodernism, Intertextuality: <em>We Want Roses Too<\/em> (2007).&#8221; <em>Literature\/Film Quarterly<\/em> (2010): 171-182.<\/p>\n<p>Luciano, Bernadette and Susanna Scarparo. &#8220;Re-inventing the Women&#8217;s Liberation Movement: Alina Marazzi&#8217;s <em>Vogliamo anche le rose<\/em> &amp; Paola Sangiovanni&#8217;s <em>Ragazze la vita trema<\/em>.&#8221; <em>Annali d&#8217;italianistica<\/em> (2012): 243-253.<\/p>\n<p>Wilson, Emma. &#8220;&#8216;Her hair over her arms and her arms full of flowers&#8217;: Love and Unknowing in Alina Marazzi&#8217;s <em>Un&#8217;ora sola ti vorrei (For One More Hour with You)<\/em> (2002).&#8221; <em>Paragraph<\/em> 38.1 (2015): 7-19.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I film della regista Alina Marazzi si occupano di molte idee che circondano il femminismo. Eppure, i tre dei suoi film pi\u00f9 noti\u2014Vogliamo anche le rose, Un\u2019ora sola ti vorrei, e Tutta parla di te\u2014convogliano gli aspetti personali e politici. 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