{"id":50,"date":"2020-04-16T14:37:03","date_gmt":"2020-04-16T18:37:03","guid":{"rendered":"http:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/?page_id=50"},"modified":"2020-05-12T00:50:21","modified_gmt":"2020-05-12T04:50:21","slug":"linfluenza-italiana-sullindustria-vinicola-a-mendoza","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/linfluenza-italiana-sullindustria-vinicola-a-mendoza\/","title":{"rendered":"Gli italiani a Mendoza: una storia legata al vino"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_420\" style=\"width: 1930px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-420\" class=\"wp-image-420 size-full\" src=\"http:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/CasaDeUco-bg.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1030\" srcset=\"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/CasaDeUco-bg.jpg 1920w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/CasaDeUco-bg-300x161.jpg 300w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/CasaDeUco-bg-1024x549.jpg 1024w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/CasaDeUco-bg-768x412.jpg 768w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/CasaDeUco-bg-1536x824.jpg 1536w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/CasaDeUco-bg-1200x644.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><p id=\"caption-attachment-420\" class=\"wp-caption-text\">Un panorama del vigneto Casa de Uco situato proprio alle colline pedemontana delle Ande. Rappresenta una delle pi\u00f9 di 1.500 cantine nella regione di Mendoza.<\/p><\/div>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">Non si pu\u00f2 pensare all\u2019Italia senza pensare al vino. \u00c8 un prodotto alimentare che \u00e8 impossibile separare dalla cultura, la storia e le tradizioni italiane. Quando si pensa a Mendoza, la regione all\u2019ovest del paese dell&#8217;Argentina, pure qui la produzione del vino definisce la cultura, la storia, e l\u2019economia della zona. In questo blog post, intendo mostrare come si \u00e8 sviluppata l\u2019industria vinicola a Mendoza, dai primi fondatori, ai colonizzatori spagnoli, fino all\u2019arrivo degli immigrati dell\u2019Europa del sud (soprattutto gli italiani). In particolare, esaminer\u00f2 l\u2019impatto che hanno avuto gli immigrati italiani sulla produzione vinicola durante il periodo pi\u00f9 grande del flusso migratorio in Argentina, dal 1880 circa fino al 1915. Si pu\u00f2 vedere la loro influenza straordinaria in vari settori che riguardano il vino: la produzione, l\u2019enologia e l\u2019agricoltura, il commercio, l\u2019istruzione nelle scuole di viticoltura e dell\u2019agricoltura, e la competenza tecnica, accademica, meccanica e degli affari che hanno portato con s\u00e9 e che hanno sviluppato come nuovi cittadini argentini. <\/span><\/p>\n<h3>Mendoza e le sue caratteristiche geografiche e climatiche<\/h3>\n<p><span lang=\"IT\">Per capire perch\u00e9 il vino <i>mendocino<\/i> (che viene da Mendoza) \u00e8 cos\u00ec particolare e perch\u00e9 \u00e8 diventato una prelibatezza mondiale, \u00e8 necessario capire le caratteristiche geografiche e climatiche della regione. Si usa il termine <i>terroir<\/i> per significare la combinazione dei fattori del suolo, del clima, e della quantit\u00e0 di sole che ricevono le uve; insieme, definiscono il gusto specifico di ogni tipo di vino. Mendoza \u00e8 situata nelle colline pedemontane delle Ande, la catena montuosa che divide il Cile dall\u2019Argentina. L\u2019altitudine di questa zona \u00e8 elevatissima; esistono le uve che crescono alle altitudini fino a 1.700 m sul livello del mare, ma di solito sono coltivate a circa 1.000m sul livello di mare (Discover Mendoza Wines \u2013 VINOA). A questa altitudine, la temperatura rimane costantemente molto fresca, il che \u00e8 ottimo per la preservazione delle uve. Inoltre, l\u2019aria rarefatta permette ai raggi di sole di penetrare fortemente e uniformemente le viti. La regione \u00e8 anche molto arida, dato che le Ande bloccano la maggioranza delle precipitazioni che provengono dal Pacifico verso l\u2019ovest. In un anno normale, Mendoza riceve circa 20-25 cm di pioggia, pochissima in confronto ad altre regioni vinicole, come il Piemonte, che riceve 106-117 cm all\u2019anno. Insieme, questi fattori contribuiscono alla produzione di uve, ed i vini, davvero ottimi (Discover Mendoza Wines \u2013 VINOA). <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\">Nella regione di Mendoza, ci sono varie zone di produzione vinicole. Quelle pi\u00f9 importanti e che contribuiscono significativamente all\u2019output di vino sono le seguenti: Lujan de Cuyo y Maip\u00fa si trova nel centro di Mendoza, dove si coltiva il malbec a un\u2019altitudine da 650 a 1.070 m. sul livello di mare. C\u2019\u00e8 anche la valle di Uco, che \u00e8 a sud di Maip\u00fa, e dove si coltivano le uve all\u2019altitudine pi\u00f9 elevata, 1.700 m. sul livello di mare. Pi\u00f9 a sud, c\u2019\u00e8 San Rafael y General Alvear, dove coltivano il chardonnay, il sauvignon blanc e il malbec (Discover Mendoza Wines \u2013 VINOA). Ogni regione varia leggermente l\u2019una dall\u2019altra, per\u00f2 le stesse caratteristiche generali definiscono questa zona sudamericana di produzione vinicola. <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_410\" style=\"width: 1677px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-410\" class=\"wp-image-410 size-full\" src=\"http:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/mendoza-wine-map-cropped.png\" alt=\"\" width=\"1667\" height=\"1085\" srcset=\"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/mendoza-wine-map-cropped.png 1667w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/mendoza-wine-map-cropped-300x195.png 300w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/mendoza-wine-map-cropped-1024x666.png 1024w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/mendoza-wine-map-cropped-768x500.png 768w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/mendoza-wine-map-cropped-1536x1000.png 1536w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/mendoza-wine-map-cropped-1200x781.png 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1667px) 100vw, 1667px\" \/><p id=\"caption-attachment-410\" class=\"wp-caption-text\">Questa mappa mostra dove sono le regioni vinicole pi\u00f9 importanti a Mendoza.<\/p><\/div>\n<h3>i vini di mendoza: Quali sono?<\/h3>\n<p><span lang=\"IT\">Soffermiamoci un attimo a parlare dei vini tipici della regione, dopodich\u00e9 parleremo delle loro origini. Per i vini bianchi, i <i>mendocini<\/i> sono pi\u00f9 famosi per la produzione dello chardonnay, che \u00e8 noto per la sua freschezza e acidit\u00e0. Queste stesse caratteristiche definiscono anche il riesling che \u00e8 un altro vino di grande importanza nella regione. Poi, il torrontes \u00e8 un vino d\u2019origini argentine, le cui uve crescono a un\u2019altitudine elevata. Anche questo vino \u00e8 noto per la freschezza oltre ad essere particolarmente fragrante e profumato. I vini rossi che si producono a Mendoza sono il malbec, il tempranillo e il cabernet sauvignon. Sono tutti caratterizzati dal loro gusto robusto e corposo. Il malbec \u00e8 il vino pi\u00f9 importante della regione; le prime viti del malbec erano piantate qui nella prima met\u00e0 del Seicento. Il tempranillo \u00e8 un monovitigno portato dai spagnoli, e il cabernet sauvignon \u00e8 d\u2019origini francesi (Discover Mendoza Wines \u2013 VINOA).<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-417 alignleft\" src=\"http:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Chardonnay-wine-tasting-WineFolly-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Chardonnay-wine-tasting-WineFolly-300x225.jpg 300w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Chardonnay-wine-tasting-WineFolly-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Chardonnay-wine-tasting-WineFolly-768x576.jpg 768w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Chardonnay-wine-tasting-WineFolly-1200x900.jpg 1200w, 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costruito un sistema industriale formidabile che ora \u00e8 uno degli attori pi\u00f9 importanti nel commercio internazionale di vino. Infatti, \u00e8 il quinto pi\u00f9 grande esportatore del vino nel mondo; contribuisce 1,5 milioni tonnellate al mercato globale ogni anno. Da 2\/3 a 3\/4 della produzione vinicola annuale dell\u2019Argentina (circa 1.240.000 bottiglie) viene dalla regione di Mendoza, il che mostra la forza dell\u2019industria e la concentrazione di competenza vinicola che esistono qui (Expedia). Inoltre, la stessa industria <i>mendocina<\/i> costituisce il 1.3% del PIL del paese (UN Video). <\/span><span lang=\"IT\">Chiaramente, l\u2019industria vinicola di Mendoza \u00e8 una delle industrie pi\u00f9 importanti in tutta l\u2019Argentina. Ma com\u2019\u00e8 diventata un contributore cos\u00ec grande al livello internazionale? Ora, concentriamoci sulla storia di Mendoza e le figure che hanno contributo allo sviluppo della sua produzione vinicola.<\/span><\/p>\n<h3>I.\u00a0La popolazione indigena e i primi colonizzatori spagnoli<\/h3>\n<div id=\"attachment_437\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-437\" class=\"wp-image-437 size-medium\" src=\"http:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/55242312ce86f-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/55242312ce86f-300x300.jpg 300w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/55242312ce86f-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/55242312ce86f-150x150.jpg 150w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/55242312ce86f-768x768.jpg 768w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/55242312ce86f-1200x1200.jpg 1200w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/55242312ce86f-100x100.jpg 100w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/55242312ce86f.jpg 1366w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-437\" class=\"wp-caption-text\">Un esempio di las acequ\u00edas che attraversano da tutte le parti della citt\u00e0 di Mendoza e los huarpes hanno costruito tanti secoli fa.<\/p><\/div>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">Prima dell\u2019arrivo degli europei nelle Ande, la zona era abitata da una popolazione che si chiamava i <i>huarpes<\/i>. I membri di questa popolazioni si sono stabiliti in questa zona all\u2019inizio del V secolo d.C. Per innaffiare le loro coltivazioni, hanno creato canali d\u2019irrigazione che raccoglievano le acque che si scioglievano dalle cime innevata dalle montagne delle Ande. Questa tecnologia avrebbe rivoluzionato il sistema agricolo nella regione, e quando i colonizzatori spagnoli sono arrivati in Argentina nel Cinquecento, si sono appropriati di questi canali (per\u00f2 hanno massacrato i <i>huarpes<\/i>) per le loro necessit\u00e0 agricole. Ora si chiamano con il nome spagnolo, cio\u00e8 <i>acequ\u00edas<\/i> (Expedia). I primi vigneti sono stati fondati dai gesuiti nella regione intorno alla met\u00e0 del Cinquecento, ed erano ubicati accanto ai monasteri dei missionari (VINOA).<\/span><\/p>\n<h3>II. La fondazione di Mendoza e l\u2019inizio della produzione commerciale del vino<\/h3>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">Prima di essere una citt\u00e0 argentina, Mendoza \u00e8 stata fondata nel 1561 dagli spagnoli come territorio nel dominio del Regno di Cile. Dal 1561 al 1776 \u00e8 rimasta sotto il governo cileno (La Vitivinicultura En Mendoza: Primera Parte, 3). Mendoza e il Cile condividono le Ande, e hanno lavorato insieme per produrre e vendere il vino. Producevano il vino di tipo criolla, per\u00f2 era un vino di bassa qualit\u00e0. Il vino che i viticoltori <i>mendocini<\/i> hanno prodotto era venduto in altre citt\u00e0 argentina, come C\u00f3rdoba, Buenos Aires e Santa Fe. In questo periodo premoderno, hanno trasportato il vino nei carri in bottiglie fatte di ceramica o di cuoio. Portavano il vino fino alla costa est del continente gi\u00e0 nel Settecento.<\/span><\/p>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">Anche il processo di produzione del vino prima dell\u2019Ottocento era abbastanza rudimentale; facevano pestare le uve dalle mucche per estrarne il succo; poi, passavano il mosto delle uve attraverso il pelo della coda della mucca, e quindi separavano le bucce dal mosto (La Vitivinicultura En Mendoza: Primera Parte, 5). Dopo, mettevano il liquido nei contenitori per poi fermentare. Dopodich\u00e9, usavano un pezzo di cuoio perforato per separare e rimuovere tutto quello che non fosse il vino. Mettevano in bottiglia il vino e poi la chiudevano con la calce viva, l\u2019intonaco, o il fango. \u00c8 ovvio dire che questo processo fosse molto artigianale, per\u00f2 nonostante la lentezza del processo, i viticoltori di Mendoza hanno creato un surplus che, gi\u00e0 nel XVIII secolo, esportavano in tutto il continente di Sudamerica.<\/span><\/p>\n<h3>III. L\u2019Ottocento a Mendoza \u2013 un\u2019industria che inizia a trasformarsi<\/h3>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">All\u2019inizio dell\u2019Ottocento, c\u2019\u00e8 stata una crescita di 50% nelle esportazioni vinicole da Mendoza, il che mostra la continua centralit\u00e0 del vino nell\u2019economia della regione (La Vitivinicultura En Mendoza: Primera Parte, 6). Le tecniche datate erano sostituite da quelle pi\u00f9 innovative: hanno iniziato a usare le botti di legno invece dei contenitori di ceramica. Inoltre, il vino di tipo moscato e criolla veniva sostituito dal malbec, che sarebbe diventato il vino pi\u00f9 importante della regione. Nel 1830, c\u2019erano circa 1000 ettari dei vigneti nella regione (VINOA). Dopo la fine della dittatura di Rosas nel 1853 dopo pi\u00f9 di venti anni di insicurezza per i viticoltori, la vinificazione \u00e8 riemersa come industria robusta con molte opportunit\u00e0 economiche.<\/span><\/p>\n<p class=\"Corpo\">Allo stesso tempo, una grande ondata di immigranti \u00e8 arrivata alle sponde dell\u2019Argentina nel porto di Buenos Aires. Dal 1853 fino al 1910, sette milioni di immigrati si sono stabiliti nel paese; una grande percentuale del gruppo \u00e8 rimasta a Buenos Aires o \u00e8 andata nella Pampa, per\u00f2 molti sono andati comunque a Mendoza per stabilirsi (La Vitivinicultura En Mendoza: Primera Parte, 7).<\/p>\n<p class=\"Corpo\">In questo periodo della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento l\u2019Argentina aveva bisogno di manodopera per lo sviluppo agricolo e industriale del paese, per\u00f2, alcuni presidenti argentini, come Sarmiento, Avellaneda e Roca, preferivano l\u2019immigrazione dal Nord Europa, piuttosto che quella proveniente dalle culture latine del Mediterraneo (South America Wine Guide). Alla fine, per\u00f2 le persone che avevano bisogno di lavoro e che non potevano continuare a vivere nella propria patria provenivano, per la maggior parte, dal sud d\u2019Europa, soprattutto l\u2019Italia e la Spagna. I tre presidenti ovviamente non hanno pensato alla conoscenza ottima della vinificazione che avevano gli immigrati da entrambi i paesi che potevano sfruttare per rafforzare l\u2019industria vinicola dell\u2019Argentina.<\/p>\n<p>L\u2019arrivo di queste persone non solo ha consentito alla produzione vinicola <em>mendocina<\/em> di continuare, ma ha anche portato a trasformazioni e sviluppi significativi in questo settore. Sebbene ci sia stata questa lunga storia della vinificazione a Mendoza, i vini che producevano non erano di altissima qualit\u00e0 come quelli europei; gli immigrati italiani, specialmente quelli del Nord Italia come i piemontesi, i valdostani e i veneti, sapevano bene come fare un buon vino, e avendo bisogno del lavoro, hanno cercato lavoro nel settore vinicolo. Alcuni hanno perfino portato con s\u00e9 le viti dalla patria per poi cercare di coltivare qui nella terra nuova (South America Wine Guide). Molti sono arrivati con una grande conoscenza tecnica dei macchinari vinicoli che \u00e8 stata pronta per utilizzare a Mendoza. Sono arrivati anche con una grande voglia di bere il vino, come da tradizione nel loro paese di origine. Nel video che c&#8217;\u00e8 sotto, si pu\u00f2 vedere oggi com&#8217;\u00e8 fatto il vino a Mendoza:<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"C\u00f3mo se elabora el Vino Argentino.mov\" width=\"700\" height=\"525\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xDgnV4WFfxU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3>IV. Gli italiani e l\u2019expertise italiana come contributori essenziali alla viticoltura<i>\u00a0<\/i>Di mendoza<\/h3>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">Gli immigrati italiani costituivano una popolazione sia di esperti vinicoli che consumatori di vino. Questo ha causato un grande aumento nella domanda domestica per il vino in Argentina, e c\u2019era un gruppo ben preparato per soddisfare questa richiesta. Nel 1885, nei primi anni della ondata migratoria italiana, la ferrovia che connette Mendoza a Buenos Aires \u00e8 stata costruita (La Vitivinicultura En Mendoza: Segunda Parte, 1-2). Questo nuovo modo di trasporto \u00e8 stato necessario sia per lo sviluppo dell\u2019industria vinicola a Mendoza che per dare la possibilit\u00e0 agli immigrati europei di raggiungere la citt\u00e0 nelle Ande. Ricordiamo che loro avrebbero formato la maggioranza della manodopera nei vigneti.<\/span><\/p>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">La ferrovia ha rivoluzionato il commercio del vino; mentre nel passato ci volevano due mesi per arrivare con il carro da una citt\u00e0 all\u2019altra, ora ci vogliono solo due ore. La possibilit\u00e0 di produrre una quantit\u00e0 di vino pi\u00f9 grande e di trasportarla velocemente tramite il treno ha offerto ai viticoltori di Mendoza l\u2019opportunit\u00e0 di aumentare considerevolmente l\u2019output del vino. Infatti, in questo periodo, la produzione \u00e8 andata alle stelle; nel 1910, c\u2019erano circa 45.000 ettari di vigneti nella regione, e nel 1914, le cantine di Mendoza hanno prodotto 500 milioni di litri di vino (La Vitivinicultura En Mendoza: Primera Parte, 2). Questi numero impressionanti sono dovuti in gran parte grazie alla presenza italiana nella regione . C\u2019erano anche tanti italiani che hanno avuto un impatto sull\u2019economia e sulla creazione della piccola borghesia a Mendoza come proprietari delle piccole aziende, nel fare il mestiere che hanno imparato nella patria (South America Wine Guide). Mendoza, all\u2019inizio del Novecento, aveva una popolazione assai grande dei stranieri (nel 1914, solo 56% della popolazione della regione erano nativi <i>mendocini<\/i>), la quale ha contributo a un ambiente piuttosto diversificato (V\u00e1zquez 548).<\/span><\/p>\n<h5>I grandi nomi italiani dell&#8217;industria vinicola a Mendoza<\/h5>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">\u00c8 importante menzionare qui i nomi e le storie dei viticoltori italiani che hanno inaugurato un nuovo periodo di successo economico per Mendoza e la sua produzione vinicola.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_422\" style=\"width: 213px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-422\" class=\"wp-image-422 size-medium\" src=\"http:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2020-05-04-at-1.31.27-AM-203x300.png\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2020-05-04-at-1.31.27-AM-203x300.png 203w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2020-05-04-at-1.31.27-AM.png 428w\" sizes=\"auto, (max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><p id=\"caption-attachment-422\" class=\"wp-caption-text\">Antonio Tomba<\/p><\/div>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">Il primo \u00e8 <strong>Antonio Tomba<\/strong>, nato nel 1849 a Valdagno, nella provincia di Vicenza. La sua famiglia aveva una cantina, quindi da essa ha acquisito la conoscenza vinicola che avrebbe portato con s\u00e9 a Mendoza nel 1873, quando \u00e8 partito dal porto di Genova per intraprendere la sua nuova vita sud-americana. Quando si \u00e8 stabilito a Mendoza, ha conosciuto e poi si \u00e8 sposato con la figlia dei Pescara, una famiglia di immigrati italiani del ceto nobile. Sul terreno che ha ricevuto dal padre della moglie, Olaya, ha fondato una grande societ\u00e0 del vino che ha avuto grande successo. Ha perfino mandato a chiamare i suoi fratelli Ger\u00f3nimo, Francisco, Domingo e Pedro (che probabilmente hanno cambiato i loro nomi quando sono arrivati in Argentina) dall\u2019Italia a lavorare con lui in Argentina nella cantina. Tomba ha iniziato a esportare il vino in Italia, creando un legame commerciale tra la nuova casa e la patria e sostenendo una connessione culturale. Ha anche sviluppato molto i sistemi di macinazione e di filtrazione del vino, che avrebbero rivoluzionato la produzione vinicola in seguito (Gil, &#8220;<\/span>Antonio Tomba: un italiano con esp\u00edritu &#8216;bodeguero'&#8221;).<span lang=\"IT\">\u00a0Inoltre, quando la scrittrice e scienziata Gina Lombroso (1872-1944) ha viaggiato in Argentina all\u2019inizio del Novecento, ha conosciuto Antonio Tomba, e l\u2019ha descritto cos\u00ec:<\/span><\/p>\n<blockquote><p>\u00a0\u201cFu un italiano, il Tomba, un veneto, pratico della fabbricazione del vino, che rialz\u00f2, a quel che ci dissero, le sorti della vite. Il Tomba cap\u00ec che la ragione per cui il vino a Mendoza non riusciva, era il caldo eccessivo al tempo della vendemmia, il quale arrestava il fermento nel momento che l&#8217;uva stava nelle tinozze; egli organizz\u00f2 nelle sue cantine dei frigoriferi capaci di riparare a questo inconveniente e fabbric\u00f2 cos\u00ec, del vino buono, che vendette a prezzi discreti; in pochi anni egli riusc\u00ec a fare adottare il suo vino dalle masse\u201d (Gina Lombroso &#8211; Nell&#8217;America meridionale 248-249)<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_423\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-423\" class=\"wp-image-423 size-medium\" src=\"http:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Godoy-Cruz-vs.-Defensores-Unidos-min-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Godoy-Cruz-vs.-Defensores-Unidos-min-300x169.jpg 300w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Godoy-Cruz-vs.-Defensores-Unidos-min-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Godoy-Cruz-vs.-Defensores-Unidos-min-768x432.jpg 768w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Godoy-Cruz-vs.-Defensores-Unidos-min-1200x675.jpg 1200w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Godoy-Cruz-vs.-Defensores-Unidos-min.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-423\" class=\"wp-caption-text\">Tre giocatori della squadra Club Deportivo Godoy Cruz Antonio Tomba, conosciuta semplicemente come Godoy Cruz<\/p><\/div>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">Oggi, la squadra di calcio di Mendoza si chiama <i>Club Deportivo Godoy Cruz Antonio Tomba<\/i> in onore dell\u2019imprenditore-vignaiolo italiano. <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_433\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-433\" class=\"wp-image-433 size-full\" src=\"http:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/felipe-rutini-min.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/felipe-rutini-min.jpg 225w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/felipe-rutini-min-150x150.jpg 150w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/felipe-rutini-min-100x100.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><p id=\"caption-attachment-433\" class=\"wp-caption-text\">Il viticoltore italiano Felipe Rutini<\/p><\/div>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">Un altro imprenditore che ha contributo all\u2019industria vinicola \u00e8 stato l\u2019italiano <strong>Felipe Rutini<\/strong>, che \u00e8 arrivato in Argentina nel 1889 e ha fondato la sua cantina pochi anni dopo nel 1895 (South America Wine Guide). Si chiamava Bodega La Rural ed \u00e8 stato un grande successo. Oggi, c\u2019\u00e8 a Mendoza il Museo della Bodega di Rural, che ha esempi di vecchi macchinari vinicoli dai tempi di Felipe Rutini. <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_434\" style=\"width: 826px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-434\" class=\"wp-image-434 size-full\" src=\"http:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/casa-de-giol.jpg\" alt=\"\" width=\"816\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/casa-de-giol.jpg 816w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/casa-de-giol-300x184.jpg 300w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/casa-de-giol-768x471.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 816px) 100vw, 816px\" \/><p id=\"caption-attachment-434\" class=\"wp-caption-text\">La vecchia cantina di Juan Giol, ora la sede del Museo Nacional del Vino y La Vendimia a Maip\u00fa<\/p><\/div>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">Anche l\u2019uomo d\u2019affari,<strong> Juan Giol<\/strong>, ha stabilito la propria cantina qui a Mendoza. Nel 1887 Giol e Bautista Gargantini sono diventati partner commerciali, e hanno comprato un pezzo di terra a Maip\u00fa. Hanno prodotto i loro primi vini nel 1898 e nel 1904 sono diventati i viticoltori pi\u00f9 ricchi nel mondo (Etchevers, &#8220;The Former Giol Winery &#8211; Maip\u00fa, Mendoza&#8221;). Al suo apice, la cantina e i vigneti, che si chiamavano <i>La Colina de Oro, <\/i>hanno occupato circa 260 ettari nel cuore di Maip\u00fa. Infatti, nel 1911, la cantina ha prodotto una met\u00e0 della produzione totale di vino nel paese dell&#8217;Argentina e ha distribuito i suoi vini ovunque nel paese. In 1917 Giol ha venduto la cantina, e di seguito \u00e8 tornato in Italia per vivere con la sua famiglia. Il desiderio di tornare prima o poi nella patria \u00e8 rimasto con quasi tutti gli immigranti. Ora quello che rimane dall\u2019impero vinicolo di Juan Giol \u00e8 \u201cel Museo Nacional Del Vino y la Vendimia\u201d nella Casa de Giol a Maip\u00fa (Etchevers,\u00a0 &#8220;The Former Giol Winery &#8211; Maip\u00fa, Mendoza&#8221;). Qui \u00e8 possibile vedere quanto gli immigrati italiani hanno potuto eccellere nella produzione di vino dopo che si sono stabiliti a Mendoza.<\/span><\/p>\n<h5>La Escuela Nacional de Vitivinicultura<\/h5>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">Gli italiani erano anche molto presenti nell\u2019istruzione dell\u2019agricoltura e della enologia. A Mendoza, \u00e8 stata fondata la \u201cEscuela Nacional de Vitivinicultura\u201d nel 1896 per istruire la prossima generazione di viticoltori argentini e per continuare lo sviluppo economico della regione che \u00e8 sempre stato strettamente legato all\u2019industria vinicola (V\u00e1zquez 544). La scuola ha impiegato molti italiani o argentini di origini italiane come Renato Sanz\u00edn, il professore e patologo botanico presso la scuola (V\u00e1zquez 547). C\u2019era anche l\u2019italiano Modestino Jossa, enochimico (chimico del vino) e direttore del laboratorio alla scuola, che poi \u00e8 diventato il direttore tecnico presso la cantina Ariz\u00fa, fondata anche dagli immigrati italiani. Una gran parte degli studenti erano discendenti degli italiani (V\u00e1zquez 549), e grazie all\u2019istruzione della Escuela, hanno potuto trovare lavoro al livello d\u2019amministrazione nelle cantine o diventare proprietari di aziende. Possiamo vedere qui sotto un grafico che delinea i corsi che hanno offerto la Escuela:<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_435\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-435\" class=\"wp-image-435 size-large\" src=\"http:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2020-05-04-at-12.18.50-PM-1024x766.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"524\" srcset=\"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2020-05-04-at-12.18.50-PM-1024x766.png 1024w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2020-05-04-at-12.18.50-PM-300x224.png 300w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2020-05-04-at-12.18.50-PM-768x574.png 768w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2020-05-04-at-12.18.50-PM.png 1174w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-435\" class=\"wp-caption-text\">Fonte: V\u00e1zquez, \u201cLA RECEPCIO\u0301N ITALIANA EN LA EDUCACIO\u0301N AGRI\u0301COLA Y EN LA DIFUSIO\u0301N DE CONOCIMIENTOS TE\u0301CNICOS PARA LA VITIVINICULTURA DE MENDOZA, ARGENTINA (1890-1920),&#8221; 546.<\/p><\/div>\n<h5>Lo studio all&#8217;estero<\/h5>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">Un altro aspetto importante dell\u2019istruzione alla Escuela era l\u2019offerta di borse di studio per mandare sei laureati all\u2019anno all\u2019estero in Europa per approfondire la loro conoscenza vinicola. Tra le destinazioni, c\u2019erano Montpelier, in Francia o Alba o Conegliano in Italia. Il governo della provincia di Cuyo finanziava queste borse di studio, e in cambio, quando i laureati tornavano in Argentina, lavoravano per il governo per quattro anni, fornendo della conoscenza enologica per diffondere quello che avevano imparato all\u2019estero per arricchire l\u2019industria vinicola della regione. La conoscenza tecnologica e scientifica che avevano appreso in Europa doveva essere modificata per adattarla alle condizioni diverse a Mendoza (V\u00e1zquez 549). Pi\u00f9 di una met\u00e0 degli studenti hanno studiato in Italia; questa cifra conferma l\u2019influenza italiana sulla produzione vinicola di Mendoza all\u2019inizio del Novecento, e come la conoscenza enologica italiana era ancora molto utile a quel periodo (V\u00e1zquez 549).<\/span><\/p>\n<h5>La prossima generazione di viticoltori italo-argentini<\/h5>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">I laureati della Escuela Nacional de Vitivinicultura, molti dei quali erano italiani, hanno contribuito moltissimo al settore vinicolo nel futuro. Sono diventati direttori, dirigenti, presidenti di associazioni vinicole, professori, collaboratori, consulenti, viticoltori, imprenditori, e alcuni hanno lavorato nell\u2019ambito del governo, come nel Ministero di Agricoltura. Dopo la crisi nel settore vinicolo nel 1903, il governo della provincia di Cuyo ha chiesto l\u2019assistenza degli esperti vinicoli italiani per aiutare a sviluppare meglio l\u2019industria per evitare gli stessi errori che avevano contribuito alla crisi precedente (V\u00e1zquez 553). Nel 1903, l\u2019enologo italiano Gracco Spartaco Parodi \u00e8 stato assunto alla Bodega Tomba (fondata da Antonio Tomba), che al tempo, \u00e8 stato il pi\u00f9 grande produttore di vino a Mendoza. Successivamente, nel 1910, l\u2019italiano Adriano Fugazza, un altro esperto vinicolo, ha preso il posto di Parodi come enologo della cantina. Naturalmente la conoscenza vinicola italiana era ancora molto prestigiosa agli occhi degli argentini. <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_532\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-532\" class=\"wp-image-532 size-large\" src=\"http:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2020-05-06-at-11.31.48-AM-1024x459.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2020-05-06-at-11.31.48-AM-1024x459.png 1024w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2020-05-06-at-11.31.48-AM-300x134.png 300w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2020-05-06-at-11.31.48-AM-768x344.png 768w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2020-05-06-at-11.31.48-AM.png 1130w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-532\" class=\"wp-caption-text\">Fonte: V\u00e1zquez, \u201cLA RECEPCIO\u0301N ITALIANA EN LA EDUCACIO\u0301N AGRI\u0301COLA Y EN LA DIFUSIO\u0301N DE CONOCIMIENTOS TE\u0301CNICOS PARA LA VITIVINICULTURA DE MENDOZA, ARGENTINA (1890-1920),&#8221; 557.<\/p><\/div>\n<p class=\"Corpo\"><span lang=\"IT\">Lo stesso Parodi era anche un inventore delle tecnologie e delle macchine vinicole, e ha creato \u201cLa Bomba Especial Parodi de bronce\u201d e \u201cEl dispositivo de bolso, canilla y reja\u201d che hanno adattato le tecnologie europee alle esigenze dei viticoltori di Mendoza (V\u00e1zquez 557). Le cantine pi\u00f9 importanti della regione, come Giol, Galise, Tomba e Toso (che erano state per la maggior parte fondate dagli immigrati italiani), hanno comprato e utilizzato tali invenzioni. Altre invenzioni vinicole creato dagli italiani per l\u2019uso a Mendoza erano i macinini di Garolla e le pompe di Marelli (V\u00e1zquez 556). Molti viticoltori e imprenditori del vino a Mendoza volevano usare i macchinari fatti in Italia, mostrando l\u2019influenza e la presenza continua dell\u2019Italia nell\u2019industria vinicola argentina all\u2019inizio del Novecento. La domanda per questi dispositivi ha creato un mercato transatlantico tra l\u2019Italia e l\u2019Argentina, che \u00e8 servito per mantenere i legami tra il mondo nuovo e la patria (V\u00e1zquez 555).<\/span><\/p>\n<div class=\"_2le66D_cFAbkq67CrgZcmE _1UaXmnclg-HGQnYqvUjpGt\">\n<div class=\"\">\n<div class=\"wide-content-host\">\n<div class=\"B1IVVpQay0rPzznhParFr\">\n<div>\n<div class=\"_3U2q6dcdZCrTrR_42Nxby JWNdg1hee9_Rz6bIGvG1c allowTextSelection\">\n<div>\n<div>\n<div lang=\"en-US\">\n<div>\n<div>\n<p>Il realt\u00e0, per\u00f2, il legame vinicolo tra l&#8217;Italia e Mendoza non \u00e8 rimasto cos\u00ec forte com&#8217;era nei primi anni del Novecento. Ma sarei negligente di non menzionassi\u00a0alcune delle\u00a0cantine di Mendoza che\u00a0hanno ancora\u00a0un nome italiano e che conservano le loro radici italiane. Bodega Lagarde \u00e8 una cantina fondata nel 1969 dalla famiglia Pescarmona che \u00e8 venuta dall&#8217;Italia e che \u00e8 ora gestita da Sof\u00eda e Lucila Pescarmona,\u00a0 la terza generazione della famiglia (Pasado &amp; Presente, Bodega Lagarde). Anche la cantina Catena Zapata \u00e8 di origini italiane, fondata da\u00a0un\u00a0immigrato\u00a0italiano, Nicola Catena, nel 1902 (The Beginnings, Catena Zapata). Infine, il viticoltore Alessandro Speri, che\u00a0proviene da una famiglia di viticoltori\u00a0in\u00a0Valpolicella,\u00a0nel\u00a0Veneto,\u00a0che\u00a0\u00e8 venuto a Mendoza nel 2002 per iniziare una nuova impresa vinicola in Argentina. Suo padre, Benedetto, \u00e8 un viticoltore della quinta generazione, quindi la conoscenza vinicola \u00e8 ben radicata\u00a0nella famiglia (&#8220;El Hijo Prodigo&#8221;,\u00a0Alessandro Speri Wines). Anche se ci sono altre cantine a Mendoza che sono gestite dagli italiani o che portano un nome italiano, queste tre mostrano come continua l&#8217;eredit\u00e0 vinicola che \u00e8 stata portata dalla penisola italiana fino alle Ande di Mendoza pi\u00f9 di cento anni fa.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_418\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-418\" class=\"wp-image-418 size-large\" src=\"http:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2019-08-02-at-11.50.24-min-1170x732-1-1024x641.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2019-08-02-at-11.50.24-min-1170x732-1-1024x641.jpg 1024w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2019-08-02-at-11.50.24-min-1170x732-1-300x188.jpg 300w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2019-08-02-at-11.50.24-min-1170x732-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/files\/2020\/05\/Screen-Shot-2019-08-02-at-11.50.24-min-1170x732-1.jpg 1170w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><p id=\"caption-attachment-418\" class=\"wp-caption-text\">Cin cin! Salud! O, meglio ancora, entrambi!<\/p><\/div>\n<p>Bibliografia<\/p>\n<p>\u201cArgentina: Home of Malbec Wines.\u201d <em>Youtube<\/em>, uploaded by United Nations, 21 Dec. 2016, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xsM5WPnivgM\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xsM5WPnivgM<\/a>.<\/p>\n<p>\u201cDiscover Mendoza wines \u2013 VINOA.\u201d <em>Youtube<\/em>, uploaded by Vinoa, 4 Feb. 2015, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=k1FoEXPe1vQ\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=k1FoEXPe1vQ<\/a>.<\/p>\n<p>\u201cEl Hijo Prodigo.\u201d <i>Alessandro Speri Wines<\/i>, <a href=\"http:\/\/www.elhijoprodigowinery.com\/alessandro-speri\/el-hijo-prodigo\/\">www.elhijoprodigowinery.com\/alessandro-speri\/el-hijo-prodigo\/<\/a>.<\/p>\n<p>Etchevers, Pablo. &#8220;The Former Giol Winery &#8211; Maip\u00fa, Mendoza&#8221;. Welcome Argentina, <a href=\"http:\/\/www.welcomeargentina.com\/maipu\/giol_winery.html\">www.welcomeargentina.com\/maipu\/giol_winery.html<\/a>.<\/p>\n<p>Gil, Cielo. \u201cAntonio Tomba: Un Italiano Con Esp\u00edritu \u2018Bodeguero.\u2019\u201d <i>ItMendoza<\/i>, 4 Sept. 2019, mendoza.italiani.it\/scopricitta\/antonio-tomba\/.<\/p>\n<p>\u201cGli Italiani in Argentina.\u201d <em>Rapporti Paese<\/em>, Ministero Degli Affari Esteri, Apr. 2008, <a href=\"http:\/\/www.esteri.it\/mae\/doc_osservatorio\/rapporto_italiani_argentina_logo.pdf.\">http:\/\/www.esteri.it\/mae\/doc_osservatorio\/rapporto_italiani_argentina_logo.pdf.<\/a><\/p>\n<p>\u201cItaly.\u201d Mendoza Travel. Accessed April 8, 2020. <a href=\"https:\/\/www.mendoza.travel\/en\/italia\/\">https:\/\/www.mendoza.travel\/en\/italia\/<\/a>.<\/p>\n<p><em>La Cultura De La Vid y El Vino<\/em>. El Fondo Vitivin\u00edcola Mendoza, <a href=\"http:\/\/www.fondovitivinicola.com.ar\/page_educacion.php.\">http:\/\/www.fondovitivinicola.com.ar\/page_educacion.php.<\/a><\/p>\n<p>\u201cLa Vitivinicultura En Mendoza: Primera Parte.\u201d <em>Mendoza, a trave\u0301s De Su Historia<\/em>, by Roig Arturo Andre\u0301s. et al., Caviar Bleu, 2004.<\/p>\n<p>\u201cLa Vitivinicultura En Mendoza: Segunda Parte.\u201d <em>Mendoza, a trave\u0301s De Su Historia<\/em>, by Roig Arturo Andre\u0301s. et al., Caviar Bleu, 2004.<\/p>\n<p>\u201cMendoza Vacation Travel Guide | Expedia.\u201d <em>YouTube<\/em>, uploaded by Expedia, 18 Aug. 2016, <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9XNjXgM6FHo\">www.youtube.com\/watch?v=9XNjXgM6FHo<\/a>.<\/p>\n<p>Nicoletti, Antonio. \u201cAntonio Tomba, Start-Upper Ante Litteram.\u201d Lo Zibaldone Economico \u2013Spazio di Economia, Cultura e Cittadinanza, June 26, 2018. <a href=\"http:\/\/www.zibaldoneeconomico.eu\/2018\/06\/antonio-tomba-start-upper-ante-litteram\/\">http:\/\/www.zibaldoneeconomico.eu\/2018\/06\/antonio-tomba-start-upper-ante-litteram\/<\/a><\/p>\n<p>\u201cPasado &amp; Presente.\u201d <i>Nosotros<\/i>, Bodega Lagarde, <a href=\"https:\/\/www.lagarde.com.ar\/nosotros\/pasado-presente\">www.lagarde.com.ar\/nosotros\/pasado-presente<\/a>.<\/p>\n<p><i>The Beginnings<\/i>. Bodega Catena Zapata, <a href=\"http:\/\/www.catenawines.com\/begginings.php\">www.catenawines.com\/begginings.php<\/a>.<\/p>\n<p>V\u00e1zquez, Florencia Rodr\u00edguez. \u201cLA RECEPCIO\u0301N ITALIANA EN LA EDUCACIO\u0301N<\/p>\n<p>AGRI\u0301COLA Y EN LA DIFUSIO\u0301N DE CONOCIMIENTOS TE\u0301CNICOS PARA LA VITIVINICULTURA DE MENDOZA, ARGENTINA (1890-1920).\u201d\u00a0<em>Mediterranea &#8211; Ricerche Storiche<\/em>\u00a026 (December 2012).<\/p>\n<p>Yeomans, Clorrie. \u201cA Journey through Argentine Wine History: Guide to Wine in Argentina.\u201d<\/p>\n<p>South America Wine Guide, September 13, 2019.<a href=\"https:\/\/southamericawineguide.com\/a-\"> https:\/\/southamericawineguide.com\/a-journey-through-argentine-wine-history\/.<\/a><\/p>\n<p>Yeomans, Clorrie. \u201cThe History of Mendoza &amp; Its Italian Wine Influence: Interview with Top Historian, Professor Cueto.\u201d South America Wine Guide, August 15, 2019. <a href=\"https:\/\/southamericawineguide.com\/the-history-of-mendoza-its-italian-wine-influence-\">https:\/\/southamericawineguide.com\/the-history-of-mendoza-its-italian-wine-influence-interview-with-top-historian-professor-cueto\/.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonti delle immagini<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.winefolly.com\/mendoza-wine-map.jpg\">https:\/\/media.winefolly.com\/mendoza-wine-map.jpg<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/winefolly.com\/grapes\/chardonnay\/\">https:\/\/winefolly.com\/grapes\/chardonnay\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/winefolly.com\/grapes\/riesling\/\">https:\/\/winefolly.com\/grapes\/riesling\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/winefolly.com\/grapes\/torrontes\/\">https:\/\/winefolly.com\/grapes\/torrontes\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/winefolly.com\/grapes\/malbec\/\">https:\/\/winefolly.com\/grapes\/malbec\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/winefolly.com\/grapes\/tempranillo\/\">https:\/\/winefolly.com\/grapes\/tempranillo\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/winefolly.com\/grapes\/cabernet-sauvignon\/\">https:\/\/winefolly.com\/grapes\/cabernet-sauvignon\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/d2v76fz8ke2yrd.cloudfront.net\/media\/ecs\/global\/magazine\/story-images\/020417\/CasaDeUco-bg.jpg\">https:\/\/d2v76fz8ke2yrd.cloudfront.net\/media\/ecs\/global\/magazine\/story-images\/020417\/CasaDeUco-bg.jpg<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.mendozapost.com\/nota\/8159-quieren-que-las-acequias-mendocinas-sean-patrimonio-universal\/\">https:\/\/www.mendozapost.com\/nota\/8159-quieren-que-las-acequias-mendocinas-sean-patrimonio-universal\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/betrush.top\/2018\/07\/23\/godoy-cruz-vs-defensores-unidos\/\">https:\/\/betrush.top\/2018\/07\/23\/godoy-cruz-vs-defensores-unidos\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.welcomeargentina.com\/maipu\/giol_winery.html\">https:\/\/www.welcomeargentina.com\/maipu\/giol_winery.html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/southamericawinegide.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/felipe-rutini-min.jpg\">https:\/\/southamericawinegide.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/felipe-rutini-min.jpg<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.zibaldoneeconomico.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Tomba2-1024x576.jpg\">http:\/\/www.zibaldoneeconomico.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Tomba2-1024&#215;576.jpg<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/southamericawineguide.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Screen-Shot-2019-08-02-at-11.50.24-min-1170x732.jpg\">https:\/\/southamericawineguide.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Screen-Shot-2019-08-02-at-11.50.24-min-1170&#215;732.jpg<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si pu\u00f2 pensare all\u2019Italia senza pensare al vino. \u00c8 un prodotto alimentare che \u00e8 impossibile separare dalla cultura, la storia e le tradizioni italiane. Quando si pensa a Mendoza, la regione all\u2019ovest del paese dell&#8217;Argentina, pure qui la produzione del vino definisce la cultura, la storia, e l\u2019economia della zona. In questo blog post, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4315,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":6,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-50","page","type-page","status-publish","hentry","post","no-featured-image"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/50","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4315"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/50\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blogs.dickinson.edu\/italian-diaspora\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}